Come trapiantare le fragole.

Le fragole, di cui esistono infinite varietà comprese quelle selvatiche, sono delle piante di facile coltivazione e sono semplici da crescere anche in vaso.
Ho convinto un’amica, Lucia che mi chiedeva consiglio per “far fiorire” il suo meraviglioso terrazzo, a fare qualche foto per un tutorial. (dopo averla convinta di non poter avere una buona estate senza mettere fragole in vaso tra le piante del terrazzo, logicamente) così ecco il tutorial firmato Là in mezzo al mar.

Servono delle piante di fragole, del buon terriccio, dei vasi e qualcosa per fare la pacciamatura. Separare le foglie ma in particolare i frutti dalla terra è piuttosto importante, le fragole infatti sono frutti delicati che si ammaccano e marciscono facilmente, pacciamare con della paglia, della corteccia o come nel nostro caso con del nylon è necessario. So che non è molto ecologico, ma il sacchetto è l’unico che non richiede manutenzione e mi sembrava di aver già chiesto molto all’amica in questione.

In pratica si mette la terra nei vasi, si praticano dei tagli nel sacchetto nei punti in cui andremo poi a mettere le nostre fragole, lo si appoggia sulla terra e si pianta attraverso i buchi praticati.

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Va ritagliato poi il naylon in eccesso, si interrano i lembi lungo i lati del vaso ed il trapianto è perfettamente effettuato.

fragole

Le fragole andrebbero piantate con una distanza minima di una trentina di centimetri, ma in vaso si possono/devono mettere più vicine; vanno innaffiate abbondantemente specie nelle giornate calde prediligendo la mattina o la sera ed evitando quindi le ore più calde. Possono stare sia in pieno sole che in mezz’ombra, se in vaso però qualche ora senza il sole a picco giova alla loro produzione.

Buone fragole a tutti, in particolare a Lucia!

Lumache

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Maledette lumache. Ho trapiantato nell’aiuola eretica le piantine di rabarbaro che avevo amorevolmente seminato in casa. Avrei dovuto aspettare che avessero almeno quattro foglie definitive, ma ero ansiosa di inaugurare la mia eresia, quindi. Ho messo a dimora le piantine a una distanza inferire a quella consigliata sapendo che se avessero attecchito tutte alcune ne avrei dovute estirpare alcune per lasciare a ciascuna lo spazio adeguato, 60-90 cm circa. Mi hanno tolto il dubbio su cosa eliminare  e cosa tenere, le lumache si sono mangiate la sei su dieci piante. Sono corsa ai ripari. Ci sono persone che usano la birra, scavano ” fossati ” li foderano di plastica impermeabile e li inondano di birra, suppongo che le lumache siano attratte dal profumo della bevanda e poi ci affoghino miseramente dentro; altri usano i fondi di caffè, ignoro se ostacolino la marcia delle nostre o faccia venire loro voglia di un cappuccino e spinte da ciò si dirigano altrove. Ho riseminato altro rabarbaro, ormai è tardissimo, vediamo che ne sarà e protetto con parti di bottiglie di plastica.

Io uso la chimica, sì lo so nella mente delle persone gli agronomi sono naturalisti, ma no, non lo sono e io meno della media. Ho comprato un lumachicida, lo vedete nella foto, bello blu sintetico e alieno alla terra, e adesso vediamo chi comanda.

Come si pianta l’insalata?

Quando si decide di destinare un vaso o una aiuola dell’orto per l’insalata, la si deve piantare o trapiantare nel caso di insalata seminata. Una volta concimato, smosso e sistemato il terreno bisogna fare dei buchi equidistanti con un bastone o con l’aiuto di un manico di un attrezzo tipo zappa o rastrello.
La distanza giusta tra una pianta e l’altra, nel nostro caso insalata gentile, è di circa una trentina di centimetri.
Finito il lavoro, annaffiare e contemplare ammirati l’insalata che da subito comincia ad ambientarti e crescere.
Buon lavoro!

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