Delphinium o Speronella: raccogliere i semi.

Speronella: pianta perenne, fiori alti più di un metro, spighe cariche e corolle perfette. Trovo adorabile questa pianta, la amo davvero molto perché non richiede cure particolari o sostegni specifici, è solo tremendamente bella ovunque la si metta.
Dalle mie parti gli orti sono contornati di fiori, per via degli insetti benefici che attirano, io li ho sempre visti così e dunque anche il nostro è un orto ornamentale: frutta, verdura e fiori convivono allegramente.
In questi giorni i fiori della nostra Delphinium Pacific hanno cominciato a sfiorire ed è giunto il momento per fare la raccolta dei semi da conservare e regalare. Quando la spiga comincerà a seccare, solo dopo che tutti i fiori saranno sfioriti, va recisa. Si prendono poi i baccelli e per conservarli al meglio si possono mettere in un pezzo di carta stagnola, avendo cura di scrivere il nome della pianta a cui appartengono. In primavera potranno poi essere seminati per avere altre magnifiche spighe colorate.

20140526-100614.jpg
Nella foto si vede un baccello aperto, i semi sono ancora bianchi e quindi non ancora maturi, l’ho fatto solo per far vedere che dentro ci sono davvero e sono parecchi :D
Buona raccolta in precisione del prossimo Seed Swap!

L’orto sul balcone: benvenuti in Zappa&thecity.

Oggi nasce una nuova rubrica per il Jalbog: Zappa&theCity.

L’intento è quello di dedicare una serie di post agli orti sul balcone, descriveremo le attrezzature necessarie e seguiremo la crescita delle piante e i relativi raccolti.
Abbiamo una testimonial d’eccezione, un’amica che da qualche tempo ha scelto di sostituire i suoi vasi di fiori con vasi di cicoria e spinaci, insalata e pomodori: Silvia.
La ringraziamo per aver accettato il nostro progetto e per la sua condivisione con chi ci segue.

Zappa

Possiede quattro vasi grandi in cui ha alternato diverse colture, ha appena effettuato il primo raccolto 2014 di cicoria da taglio che ha seminato a ottobre 2013 (le insegneremo presto a seminare un po’ più fitto…)

cicoria da taglio

Le abbiamo fatto seminare spinaci, che in una settimana sono germogliati (le consiglieremo anche di non inzuppare così tanto i semi e la terra…)

spinaci germogliati

Abbiamo la presunzione di diventare le sue guide per zappare in the City e condividiamo con lei il motivo per cui bisogna fare un orto sul balcone, oltre che per la passione per il verde, la passione per la bruschetta.

bruschette

Insomma, Silvia in questo ruolo è perfetta e non poteva capitare in mani migliori.

A presto con i primi post.

Via le coperte!

Le semine sono tutte spuntate, le temperature sono in salita -spero tanto che ci rimangano- e ho preso coraggio e tolto le coperture di tessuto non tessuto.
Ora non ci rimane altro che annaffiare, preferendo il mattino e attendere.

Abbiamo poi deciso di ampliare l’orto, vogliamo raggiungere una forma quadrata con più aiuole: nei prossimi post, lavori e tempo permettendo, vi terremo aggiornati.

20140407-164059.jpg

La terra è bassa

Orto da balcone (1)

 

Se siete neofiti del giardinaggio avrete scoperto che la terra è bassa e che nessuna palestra o corsa preparano alla zappa.

Se siete orticoltori o giardinieri esperti, tutto questo lo sapete già. Sul balcone spesso lo spazio latita, ma perchè tenere l’orticello domestico a livello del suolo? non c’è motivo, non serve molta terra per dar vita alle piccole produzioni familiari, quindi con poca spesa potete allestire l’orto sul balcone ad un’altezza compatibile con le schiene meno allenate.

Spesa stimata pochi euro, e al piano terra lasciate le aromatiche che richiedono meno cure.

Seguiteci sulla nostra pagina FaceBook, domani un allestimento tutto con materiale di recupero!

La serra calda, orto eretico #4

Vi ricordate vero che ho scelto di provare a piantare alcune specie esotiche? ma esotiche sul serio, robe da zona tropicale: lemon grass e zenzero. Ho fatto una piccola ricerca e per la germinazione di queste due specie servono almeno 23°C, ma non dell’aria, ma del suolo. Quindi per non aspettare agosto – e perchè morivo dalla voglia di pasticciare un po’ – ho allestito una piccola serra riscaldata.

serra

Ho utilizzato una scatola di plastica con coperchio, nulla di speciale, l’ho rubata a mio figlio che ci teneva i lego. L’obiettivo era avere un piccolo ambiente riscaldato, un germinatoio. Mi serviva quindi un elemento riscaldante e un termostato, infatti la temperatura deve essere controllata. Su ebay ho acquistato una resistenza riscaldante di quelle che si usano per i terrari e acquari di rettili o specie tropicali e un termostato dello stesso genere. La resistenza è da 50W e il termostato è il più semplice che ho trovato, spesa totale spedizione compresa 19.70€. Potreste spendere anche meno su ebay tedesco e inglese. Perché il calore della resistenza non si disperdesse attraverso il fondo ho ritagliato un pezzo di parasole dell’auto, super riflettente e un buon isolante, si taglia semplicemente con le forbici nei negozi di cineserie ve la cavate con meno di due euro.

resistenza

Sul fondo del contenitore ho messo qualche tappo di sughero in modo che il sottovaso in plastica non fosse a diretto contatto con la resistenza, il mio sottovaso è in realtà un vecchio contenitore Tupperware del quale ho smarrito chissà dove chissà quando il tappo :-). Ho poi seminato e lemon grass e zenzero in contenitori di fortuna.

serra interno

E’ troppo presto per gioire, ma i lemon grass dopo una settimana è germinato, solo qualche seme per ora, ma è un ottimo segno! lo vedete qui sopra che spunta timidamente dal porta uova riciclato a vasetto di semina.

Se ci volete provare anche voi sappiate che la mia scatoletta è circa 40cmx25cmx25cm, la resistenza è lunga circa 80cm, ricordate di aprire un po’ il coperchio di tanto in tanto onde evitare molta condenza al’interno che rischierebbe di fr ammuffire tutto.

 

 

Una serra DIY in garage.

Anche quest’anno arriva il momento in cui si può cominciare a seminare ciò che poi verrà piantato nell’orto. Nel mio caso lo devo confessare, ho un amore smodato per peperoncino e pomodori e sto progettando la mia (leggi le mie) serra. Quest’anno vorrei evitare di invadere ogni piano di appoggio di casa e visto che Cristina ha scritto di illuminazione artificiale, vorrei provare a traslocare tutto il progetto in garage. Certo non è caldissimo, ma tra il caldo dell’illuminazione e il fatto che il mio nello specifico non è davvero troppo freddo ci voglio tentare.

Essendo una economa incallita poi, ho voluto fare il calcolo: per le piante dell’orto lo scorso anno avrei speso un centinaio di euro che ho avidamente risparmiato comprando solo qualche bustina di semi e del terriccio.

serracasalinga

Prima di tutto come serre userò delle scatole di plastica, di quelle che si usano per riordinare, togliendo il coperchio che di solito non è trasparente, sono l’ideale: all’interno viene mantenuta la giusta umidità e la luce penetra in abbondanza. L’anno scorso, come dicevo prima, ho piazzato questi aggeggi su tutto il piano cucina e su ogni davanzale e nonostante i molti pregiudizi dei conoscenti sulla riuscita, ho attenuto in qualche mese 50 piante di pomodori e una ventina di piante di peperoncino. Per non parlare dei fagioli e dei fagiolini, dunque quest’anno si replica.

Nell’attesa di trovare il neon giusto comunque, procederò a breve alla semina, mi basterà della torba, i semi e dei vasetti.

semina pomodori

Buona semina a tutti!

Indian summer – estate di San Martino

alchechengi

Oggi è San Martino. La festività sicuramente traslata dal paganesimo, segna la fine dei raccolti e l’inizio delle giornate invernali contraddistinte dal freddo e dal ridotto numero di ore di luce. Probabilmente è una delle molte festività invernali legate simbolicamente alla luce, come Santa Lucia per esempio. Fra la metà di ottobre e quelle di novembre  le giornate sono caratterizzati da un clima mite, la leggenda del Santo racconta che egli divise il mantello con un mendicante e Dio per ricompensarlo rese la temperatura più dolce.

Sono numerose le tradizioni legate a questa festa, la più nota è forse la passeggiata notturna con le lanterne fatta dai bambini, ricorda nella tradizione cattolica la fiaccolata che accompagnò il trasporto delle spoglie del Santo, la questua abbinata rievoca le raccolte autunnali.

Nel latifondo per la festa di San Martino i contadini stagionali dovevano lasciare le case del latifondista dopo la semina del grano per farvi ritorno nella stagione agricola successiva. Le ultime attività in campagna erano tradizionalmente la vendemmia, la raccolta delle olive (sud), la semina del grano e la macellazione del maiale, dopo di che c’era il riposo dei campi e degli uomini.

I paesi anglosassoni, la chiamano Indian Summer, ma il significato della festa resta identico: la fine dei raccolti e la semina del grano.

Da San Martino in poi le temperature dovrebbero calare bruscamente facendoci stare in casa molto più di quanto desidereremmo, proviamo però a sfruttare la tradizione del riposo e della calma invernale per pensare anche noi stessi e a cosa ci piacerebbe piantare per l’anno prossimo? non fatevi ingannare, se siete “lunghi” come me fra il pensarci, trovare i semi e comprarli potrebbe essere già primavera inoltrata!

Cosa vorreste coltivare nella prossima stagione primaverile estiva? confesso, io ci penso dalla scorsa primavera quando la bella stagione mi ha fregata sul tempo cogliendomi impreparata, sarà qualcosa di particolare, ai confini con l’inutile, ma mai dire mai.

 

p.s. non trovate i l’Alchechengi assomigli a una lanterna?

 

[Crediti | Immagini: flora.cyclam]