La serra calda, orto eretico #4

Vi ricordate vero che ho scelto di provare a piantare alcune specie esotiche? ma esotiche sul serio, robe da zona tropicale: lemon grass e zenzero. Ho fatto una piccola ricerca e per la germinazione di queste due specie servono almeno 23°C, ma non dell’aria, ma del suolo. Quindi per non aspettare agosto – e perchè morivo dalla voglia di pasticciare un po’ – ho allestito una piccola serra riscaldata.

serra

Ho utilizzato una scatola di plastica con coperchio, nulla di speciale, l’ho rubata a mio figlio che ci teneva i lego. L’obiettivo era avere un piccolo ambiente riscaldato, un germinatoio. Mi serviva quindi un elemento riscaldante e un termostato, infatti la temperatura deve essere controllata. Su ebay ho acquistato una resistenza riscaldante di quelle che si usano per i terrari e acquari di rettili o specie tropicali e un termostato dello stesso genere. La resistenza è da 50W e il termostato è il più semplice che ho trovato, spesa totale spedizione compresa 19.70€. Potreste spendere anche meno su ebay tedesco e inglese. Perché il calore della resistenza non si disperdesse attraverso il fondo ho ritagliato un pezzo di parasole dell’auto, super riflettente e un buon isolante, si taglia semplicemente con le forbici nei negozi di cineserie ve la cavate con meno di due euro.

resistenza

Sul fondo del contenitore ho messo qualche tappo di sughero in modo che il sottovaso in plastica non fosse a diretto contatto con la resistenza, il mio sottovaso è in realtà un vecchio contenitore Tupperware del quale ho smarrito chissà dove chissà quando il tappo :-). Ho poi seminato e lemon grass e zenzero in contenitori di fortuna.

serra interno

E’ troppo presto per gioire, ma i lemon grass dopo una settimana è germinato, solo qualche seme per ora, ma è un ottimo segno! lo vedete qui sopra che spunta timidamente dal porta uova riciclato a vasetto di semina.

Se ci volete provare anche voi sappiate che la mia scatoletta è circa 40cmx25cmx25cm, la resistenza è lunga circa 80cm, ricordate di aprire un po’ il coperchio di tanto in tanto onde evitare molta condenza al’interno che rischierebbe di fr ammuffire tutto.

 

 

Seminare il prato.

Non so se ho già detto che detesto profondamente il tappeto erboso, non è fatto per essere calpestato e maltrattato dalla bimba di casa e dopo più di un anno di tentativi abbiamo deciso di estirparlo definitivamente e sostituirlo con erba seminata.

Per prima cosa abbiamo tolto tutto il tappeto che in troppi punti era già secco, l’operazione è risultata piuttosto facile perché le radici dell’erba non avevano attecchito granché.

Dopo aver messo uno strato di una decina di centimetri di terra buona (torba specifica per la semina dell’erba), abbiamo dovuto passare il rullo, seminare, concimare, ributtare altri 2/3 centimetri di terra e ripassare il rullo.

seminaprato

Per evitare  di far diventare il futuro prato una mangiatoia per uccelli a cielo aperto, abbiamo coperto il tutto con il tessuto non tessuto ed annaffiato.

Un sacchetto di torba da 50 chili è bastato per circa tre metri quadri di terreno da seminare, buon lavoro eh!

Ora non dobbiamo fare altro che aspettare ed immaginare il nuovo prato.

Orto eretico #1

 

spezie esotiche

 

Il progetto di aiuola esotica procede, soprattutto nella mia mente, ma anche un pochino nell’operatività.

Le due piante che “a naso” mi daranno più difficoltà sono lemongrass e zenzero, sono tipiche dei climi tropicali e quindi avrò delle difficoltà dalla germinazione. Ho indagato un po’ sul web, la temperatura del suolo per la germinazione è attorno ai 25°C. Non pare ma è una temperatura alta anche in casa, e poi dovrebbe essere costante. Si capisce facilmente che mi toccherà scaldare, sì ma come?

Farò alcune prove, bagnerò il terreno come se avessi seminato, poi metterò un vaso campione sopra il termosifone e uno a lato. Monitorerò le temperature con il termometro da cucina, mi vedesse faro Bastianich mi direbbe “vuoi che muoro?”. Farò altri due campioni ponendo un vaso dentro una scatola di plastica con il coperchio di ikea e un altro avvolto nella coperta termica temporizzando il riscaldamento con una presa timer. L’idea mi è venuta dalla semina in letto caldo, che è altro, ma già che ho una coperta calda perché no.

La faccenda dello scaldare deve trovare un accordo perfetto con il mantenimento della giusta umidità, il calore non deve essere eccessivo altrimenti si rischia che i semi ( o rizomi ) entrino in dormienza, cioè non riconoscano come ideali le condizioni termiche e decidano di soprassedere alla germinazione.

 

Una serra DIY in garage.

Anche quest’anno arriva il momento in cui si può cominciare a seminare ciò che poi verrà piantato nell’orto. Nel mio caso lo devo confessare, ho un amore smodato per peperoncino e pomodori e sto progettando la mia (leggi le mie) serra. Quest’anno vorrei evitare di invadere ogni piano di appoggio di casa e visto che Cristina ha scritto di illuminazione artificiale, vorrei provare a traslocare tutto il progetto in garage. Certo non è caldissimo, ma tra il caldo dell’illuminazione e il fatto che il mio nello specifico non è davvero troppo freddo ci voglio tentare.

Essendo una economa incallita poi, ho voluto fare il calcolo: per le piante dell’orto lo scorso anno avrei speso un centinaio di euro che ho avidamente risparmiato comprando solo qualche bustina di semi e del terriccio.

serracasalinga

Prima di tutto come serre userò delle scatole di plastica, di quelle che si usano per riordinare, togliendo il coperchio che di solito non è trasparente, sono l’ideale: all’interno viene mantenuta la giusta umidità e la luce penetra in abbondanza. L’anno scorso, come dicevo prima, ho piazzato questi aggeggi su tutto il piano cucina e su ogni davanzale e nonostante i molti pregiudizi dei conoscenti sulla riuscita, ho attenuto in qualche mese 50 piante di pomodori e una ventina di piante di peperoncino. Per non parlare dei fagioli e dei fagiolini, dunque quest’anno si replica.

Nell’attesa di trovare il neon giusto comunque, procederò a breve alla semina, mi basterà della torba, i semi e dei vasetti.

semina pomodori

Buona semina a tutti!

Seed swap 2014, scambio semi

SEED SWAP (4)

 

Cos’è?

uno scambio di semi, riceverai dei semi di fiori o di piante da orto, li riceverai da un altro partecipante abbinato a te da noi di JALBOG

 

Perchè?

se hai dei semi e vorresti scambiarli

se non hai dei semi,ma vorresti riceverne

per avere un davanzale fiorito o un mini-orto

per condividere una passione

 

Come e Quando?

dovrai effettuare una spedizione postale a tuo carico, circa 0,70 €, oltre ai semi ovviamente. Iscriviti entro il 14 febbraio  dando la tua disponibilità a partecipare allo scambio, ti invieremo le istruzioni:

 info@justalittlebitofgreen.com   oppure  Sowing the seeds of Love

Zinnie: come recuperare i semi per riprodurle.

Mi piacciono tanto i fiori, devo averlo già detto altrove e mi piace anche molto spendere poco, forse questo lo dico meno per non fare la figura di quella dal braccino corto: il fatto di poter recuperare semi dai fiori che sono arrivati a fine vegetazione mi crea una sorta di emozione. So che posso essere capita, come quando vai in giro per strada e spezzi un rametto per farne una piccola talea per ricreare una pianta, questo forse era meglio non dirlo.

Comunque tornando al post, ci sono fiori dai quali è molto semplice recuperare semi, questa per esempio è una zinnia in piena fioritura:

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[Credits Davedehetre]

E questo invece è il fiore appassito che conserveremo per la prossima primavera.

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Basterà seminarlo a pezzetti nel terreno verso aprile per avere in circa tre mesi dei fiori meravigliosi.

 

Nasturzi: la raccolta dei semi

Le temperature qui sono precipitate e anche io mi sono precipitata a raccogliere gli ultimi semi rimasti perché temo le gelate.
Questa è una pianta di Nasturzi con i suoi semi

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Vanno colti e conservati in un luogo asciutto ma prima di metterli via attenderò qualche giorno affinché si secchino. In primavera poi, basterà trovare loro un posto ed in pochissimi giorni avremo delle piante nuove.

Indian summer – estate di San Martino

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Oggi è San Martino. La festività sicuramente traslata dal paganesimo, segna la fine dei raccolti e l’inizio delle giornate invernali contraddistinte dal freddo e dal ridotto numero di ore di luce. Probabilmente è una delle molte festività invernali legate simbolicamente alla luce, come Santa Lucia per esempio. Fra la metà di ottobre e quelle di novembre  le giornate sono caratterizzati da un clima mite, la leggenda del Santo racconta che egli divise il mantello con un mendicante e Dio per ricompensarlo rese la temperatura più dolce.

Sono numerose le tradizioni legate a questa festa, la più nota è forse la passeggiata notturna con le lanterne fatta dai bambini, ricorda nella tradizione cattolica la fiaccolata che accompagnò il trasporto delle spoglie del Santo, la questua abbinata rievoca le raccolte autunnali.

Nel latifondo per la festa di San Martino i contadini stagionali dovevano lasciare le case del latifondista dopo la semina del grano per farvi ritorno nella stagione agricola successiva. Le ultime attività in campagna erano tradizionalmente la vendemmia, la raccolta delle olive (sud), la semina del grano e la macellazione del maiale, dopo di che c’era il riposo dei campi e degli uomini.

I paesi anglosassoni, la chiamano Indian Summer, ma il significato della festa resta identico: la fine dei raccolti e la semina del grano.

Da San Martino in poi le temperature dovrebbero calare bruscamente facendoci stare in casa molto più di quanto desidereremmo, proviamo però a sfruttare la tradizione del riposo e della calma invernale per pensare anche noi stessi e a cosa ci piacerebbe piantare per l’anno prossimo? non fatevi ingannare, se siete “lunghi” come me fra il pensarci, trovare i semi e comprarli potrebbe essere già primavera inoltrata!

Cosa vorreste coltivare nella prossima stagione primaverile estiva? confesso, io ci penso dalla scorsa primavera quando la bella stagione mi ha fregata sul tempo cogliendomi impreparata, sarà qualcosa di particolare, ai confini con l’inutile, ma mai dire mai.

 

p.s. non trovate i l’Alchechengi assomigli a una lanterna?

 

[Crediti | Immagini: flora.cyclam]