La Stella di Natale.

Per la prima volta nella mia vita, sono riuscita a non far crepare miseramente la mia stella di Natale. Credo di aver capito il segreto di questa pianta che mi viene regalata puntualmente alle soglie delle festività e che muore passata la Befana.

I primi ai quali, negli anni, ho chiesto esasperata un consiglio, mi dicevano di metterle al buio, poi di non dare da bere se non acqua calda, poi ancora di metterla lontana dalle finestre, poi vicino e poi mi sono scocciata di chiedere consiglio.

Quest’anno, quando un amica mi ha regalato la classica stella rossa, ho subito pensato che me la sarei goduta per non più di una settimana, ma nel consegnarmela mi ha detto: lo sai che ho scoperto come farle vivere e non crepare miseramente? Ecco, ho pensato, meno male che non sono l’unica.

Per farla breve, mi è stato consigliato di darle da bere dal basso, ossia mettendo un piccolo sottovaso. Detto fatto.

Dopo due mesi, la mia Euphorbia pulcherrima gode di buonissima salute, è rigogliosa e io e la sua specie abbiamo fatto finalmente pace.

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Piante grasse, bella gente.

Oggi è un’amica a regalarci un contributo verde, Silvia e le sue piante grasse.

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Le piante grasse sono di poche pretese. Che non significa che siano piante modeste, anzi.

Ce ne sono di lussuose e di lussuriose. Di rigogliose e di rigorose. Di setose e di sontuose.

Sono di poche pretese perché sono piante molto indipendenti: non pretendono e non chiedono, al limite si giovano.

Piante che sanno stare anche da sole, alle quali non manchi. Non stanno lì a guardarti storto perché hai dimenticato di dar loro l’acqua. Non vogliono farti sentire in colpa perché l’esposizione non era quella perfetta. Insomma, piante che sanno stare al mondo.

Il bello è che non si limitano a sopravvivere in tua assenza (anche assenza morale: ci sei, ma non te le fili). Loro vivono e rigogliono in proprio. Crescono, diventano più alte e più larghe, tirano fuori fiori bellissimi

 

E poi nascono nei tuoi vasi in modo sorprendente. Di solito in due modi:

1) un “ciccio” di pianta grassa, staccato dalla pianta madre e infilato in terra così, senza cerimonie e senza fronzoli, senza complicazioni e senza pretese;

2) la piantina grassa piccola piccola, nel vasetto microscopico di plastica, pagata 1 euro al mercatino o al brico.

Contro ogni previsione, queste piantine diventano, in pochi mesi, l’orgoglio del tuo balcone. Te ne accorgi un po’ all’improvviso: non le guardi per parecchio tempo, non ci fai caso e loro sono lì a crescere in silenzio. Un giorno ti giri e le noti: sono alte almeno 30 centimetri.

Ma non era un ciccetto? Non era la piantina del brico? Come è diventata così, che non l’ho praticamente innaffiata?

 

La pianta grassa è un tipo tosto, una vera dura. Passa l’inverno più rigido e l’estate più torrida e, alla fine della stagione, è sempre lì, a tirare fuori un nuovo ciccio o un fiore.

La pianta grassa non è grassa: ha l’ossatura forte, è robusta.

Le piante grasse, poi, sono varie. Non si assomigliano: ci sono quelle con le spine aguzze e graffianti, quelle con le spine morbidine come capelli a spazzola, quelle con le foglie vellutate e cicciotte, quello con le foglie smeraldo belle tonde, quelle morbide, quelle croccanti, quelle di un bel grigio-verde-argento, quelle scure, quelle chiare, quelle con tante punte e tante braccia, quelle con le foglie larghe, quelle con le foglioline piccole piccole, che ogni tanto ne stacchi una e te la schiacci tra le dita per sentire l’acquetta fresca che ne esce.

 

Le piante grasse sono piante di sostanza: solide, corpose, che non stanno lì a lamentarsi, a cincischiare. Se c’è da resistere, resistono. Se c’è da crescere, crescono. Se c’è da godersi languidamente il sole, godono. Piante che non si lasciano sfuggire il bello della vita. Piante concrete, belle, ottimiste e sorridenti. Ma serie, piante molto serie, poco inclini ai tradimenti e ai cedimenti.

Bella gente le piante grasse.

E la luce fu

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Le piante per crescere hanno bisogno di luce, che banalità, ma se la luce non c’è? semplice si rimedia con l’illuminazione artificiale. Per far germinare la maggior parte delle piante è necessario solo un ambiente caldo e terra umida, le cose si complicano una volta che la plantula è spuntata. Una finestra ben illuminata e rivolta a sud potrebbe bastare, ma non è detto. Se desiderate avere piante fuori stagione o siete appassionati di piante tropicali, le scarse ore di luce invernali dovranno essere integrate con piccoli soli artificiali.

Ci sono diverse tipologie di lampade in commercio: neon fluorescenti, lampadine CFL (Compact Fluorescent Lamp), led. Tutte sono adatte anche a principianti, la differenza di prezzo può essere rilevante. Le lampade hanno caratteristiche tecniche precipue, ma per impratichirsi basteranno piccole dritte che trverete di seguito. Cominciate spendendo poco, se l’angolo illuminato non dovesse fare per voi non avrete rimpianti, se invece capirete che quella è la vostra via beh avrete una lampadina per ravvivare un nuovo ulteriore angolo di casa.

tenete d’occhio sia il costo della lampada sia il suo consumo energetico

Esistono luci per favorire la crescita e altre per stimolare la fioritura, state attenti a cosa vi serve, se volete avere un orto di primizie e il vostro obiettivo sono piantine trapiantabili al primo tepore vanno bene le prime, se volete far rifiorire la maledetta cara violetta africana servono le seconde. Esistono lampade capaci di coprire tutto lo spettro della luce naturale necessaria alla fotosintesi, vale sempre il discorso economico.

La superficie illuminata è quella esattamente sotto la fonte luminosa, perciò se state pensando a produzioni industriali valutate l’acquisto di più di una lampada, in ogni caso attenetevi alle indicazioni del produttore.

La distanza fra lampada e pianta va dai 20-30 cm per le piante da fiore fino ai 70 per le piante verdi.

In base alla vostre piante dovrete conoscere il fotoperiodo, cioè se esse siano brevi diurne (fioritura con meno di 12 ore al giorno di illuminazione), longidiurne ( >12ore) o neutrodiurne (fioritura non correlata alle ore di luce). Avete capito di quale categoria fa parte la vostra pianta? no? googolate e poi se è il caso procuratevi un timer.
Dovete mettervi a tavolino e pensare a cosa volete coltivare sotto la ” luce”, poi non perdetevi fra ioduri metallici e sodio, forti della chiarezza del vostro obiettivo e definito un budget non avrete difficoltà a scegliere.
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