Il vaso in una bottiglia.

Ho chiesto ad un’amica del JALBOG, Claudia di MondoCipino, di farci vedere il suo modo per fare vasi di recupero in pieno stile DIY. L’operazione è molto semplice, bastano infatti delle bottiglie in PVC ed un paio di forbici.
Dunque, prendiamo una bottiglia di plastica, una qualsiasi, in questo caso è del succo di frutta, ma anche con quelle della cocacola vengono bene (anzi, con quelle da 2lt vengono vasetti più grandi). Dopo aver vuotato e ben pulito la bottiglia la tagliamo circa a metà, togliamo il tappo, capovolgiamo la metà superiore che diventerà il vaso e la infiamo dentro a quella inferiore, che fungerà da sottovaso. Mettiamo edntro anche il tappo, solo poggiato, che tratterà la terra ma lascerà passare l’acqua. Riempiamo di terra ed il vaso è pronto. Io ci ho seminato i pomodori, ad esempio, che poi trapianteró quando le piantine saranno sufficientemente grandi. L’idea in più è scrivere sul vaso dierttamente col pennarello inedelebile che semi ci sono stati messi ed in che data.

20140613-143025-52225861.jpg
I pomodori sono cresciuti nel frattempo, infatti li ha trasferiti in un altro vaso “di recupero”.

20140613-143512-52512894.jpg
Grazie mille per il tutorial e tienici informate :)

Qualche idea per un giardino diverso.

La terra è bassa, è vero, eppure il suo richiamo per me è incessante. Si fa fatica, abbassati così tanto che quando ti rialzi troppo velocemente ti gira tutto e piegati quasi troppo che la schiena reclama la posizione eretta a suon di crampi.
Se sono triste guardare i fiori e smangiucchiare i primi frutti mi tira su, il giardinaggio è rilassante no? ma la zappata da arrabbiata è per me un qualcosa di estremamente salvifico. Lo è soprattutto per chi mi sta vicino in verità, me la prendo con la terra, dissodo come non ci fosse un domani a colpo di fendenti.
Del giardinaggio poi, adoro la ricerca delle piante giuste da piantare e gli svariati giri nei negozi specializzati: ho trovato qualche buona idea alternativa, sia per il giardino che per il balcone che mi hanno colpito parecchio.
Coltivare qualche pianta in spazi ridotti sta diventando sempre più facile, si possono usare i tavoli attrezzati o un qualsiasi contenitore.
A volte basta davvero solo un po’ di fantasia.

20140519-224155.jpg
Le foto sono state scattate nella giardineria Biasion di Bolzano.

Come trapiantare le fragole.

Le fragole, di cui esistono infinite varietà comprese quelle selvatiche, sono delle piante di facile coltivazione e sono semplici da crescere anche in vaso.
Ho convinto un’amica, Lucia che mi chiedeva consiglio per “far fiorire” il suo meraviglioso terrazzo, a fare qualche foto per un tutorial. (dopo averla convinta di non poter avere una buona estate senza mettere fragole in vaso tra le piante del terrazzo, logicamente) così ecco il tutorial firmato Là in mezzo al mar.

Servono delle piante di fragole, del buon terriccio, dei vasi e qualcosa per fare la pacciamatura. Separare le foglie ma in particolare i frutti dalla terra è piuttosto importante, le fragole infatti sono frutti delicati che si ammaccano e marciscono facilmente, pacciamare con della paglia, della corteccia o come nel nostro caso con del nylon è necessario. So che non è molto ecologico, ma il sacchetto è l’unico che non richiede manutenzione e mi sembrava di aver già chiesto molto all’amica in questione.

In pratica si mette la terra nei vasi, si praticano dei tagli nel sacchetto nei punti in cui andremo poi a mettere le nostre fragole, lo si appoggia sulla terra e si pianta attraverso i buchi praticati.

20140423-140426.jpg

Va ritagliato poi il naylon in eccesso, si interrano i lembi lungo i lati del vaso ed il trapianto è perfettamente effettuato.

fragole

Le fragole andrebbero piantate con una distanza minima di una trentina di centimetri, ma in vaso si possono/devono mettere più vicine; vanno innaffiate abbondantemente specie nelle giornate calde prediligendo la mattina o la sera ed evitando quindi le ore più calde. Possono stare sia in pieno sole che in mezz’ombra, se in vaso però qualche ora senza il sole a picco giova alla loro produzione.

Buone fragole a tutti, in particolare a Lucia!

L’orto sul balcone: benvenuti in Zappa&thecity.

Oggi nasce una nuova rubrica per il Jalbog: Zappa&theCity.

L’intento è quello di dedicare una serie di post agli orti sul balcone, descriveremo le attrezzature necessarie e seguiremo la crescita delle piante e i relativi raccolti.
Abbiamo una testimonial d’eccezione, un’amica che da qualche tempo ha scelto di sostituire i suoi vasi di fiori con vasi di cicoria e spinaci, insalata e pomodori: Silvia.
La ringraziamo per aver accettato il nostro progetto e per la sua condivisione con chi ci segue.

Zappa

Possiede quattro vasi grandi in cui ha alternato diverse colture, ha appena effettuato il primo raccolto 2014 di cicoria da taglio che ha seminato a ottobre 2013 (le insegneremo presto a seminare un po’ più fitto…)

cicoria da taglio

Le abbiamo fatto seminare spinaci, che in una settimana sono germogliati (le consiglieremo anche di non inzuppare così tanto i semi e la terra…)

spinaci germogliati

Abbiamo la presunzione di diventare le sue guide per zappare in the City e condividiamo con lei il motivo per cui bisogna fare un orto sul balcone, oltre che per la passione per il verde, la passione per la bruschetta.

bruschette

Insomma, Silvia in questo ruolo è perfetta e non poteva capitare in mani migliori.

A presto con i primi post.

Via le coperte!

Le semine sono tutte spuntate, le temperature sono in salita -spero tanto che ci rimangano- e ho preso coraggio e tolto le coperture di tessuto non tessuto.
Ora non ci rimane altro che annaffiare, preferendo il mattino e attendere.

Abbiamo poi deciso di ampliare l’orto, vogliamo raggiungere una forma quadrata con più aiuole: nei prossimi post, lavori e tempo permettendo, vi terremo aggiornati.

20140407-164059.jpg

La terra è bassa

Orto da balcone (1)

 

Se siete neofiti del giardinaggio avrete scoperto che la terra è bassa e che nessuna palestra o corsa preparano alla zappa.

Se siete orticoltori o giardinieri esperti, tutto questo lo sapete già. Sul balcone spesso lo spazio latita, ma perchè tenere l’orticello domestico a livello del suolo? non c’è motivo, non serve molta terra per dar vita alle piccole produzioni familiari, quindi con poca spesa potete allestire l’orto sul balcone ad un’altezza compatibile con le schiene meno allenate.

Spesa stimata pochi euro, e al piano terra lasciate le aromatiche che richiedono meno cure.

Seguiteci sulla nostra pagina FaceBook, domani un allestimento tutto con materiale di recupero!

L’orto a marzo.

La natura si sta svegliando, forse non ha nemmeno dormito quest’anno visto l’inverno poco rigido; in montagna è nevicato molto, ma qui in città gran poco.

Detto questo, annuncio con enorme gaudio che abbiamo cominciato i lavori in giardino e nell’orto Clemente. Perché proprio oggi? Perché è fiorito il primo Crocus e qui da noi si dice che se il terreno ha permesso al crocus di fiorire, è pronto per le pulizie di fine inverno, può essere concimato e trattato per le semine.

crocus

Una volta rastrellato il prato e liberato le aiuole dalle foglie secche, abbiamo approfittato del sole per vangare l’orto, concimare l’aiuola che prende più sole e seminare valeriana, crescione e cicoria.

Per la concimazione, anche quest’anno abbiamo scelto lo sterco secco biologico in polvere, lo trovo comodo ed inodore: una volta vangato in profondità, lo si mette, si rigira la terra, la si smuove con l’aiuto di una zappa o un rastrello e si procede con le eventuali semine ed i trapianti.

Per evitare che gli uccelli mangino i semi abbiamo usato una copertura di tessuto non tessuto, oltre che le girandole colorate che fanno molto hippy autoproduttori e felici.

Nelle prossime settimane dovrebbe germinare tutto e trapianteremo le prime insalate e potrò finalmente decretare aperte le danze del raccolto.

Buon lavoro a tutti!

Macroelementi N P K – fertilizzazione

boston public library

Ebbene sì, abbiamo optato per iniziare con un post tecnico, ma niente di difficile.

La fertilizzazione è per la maggior parte delle persone l’estremo gesto pietoso nei confronti di qualche pianta da appartamento. Di solito la moribonda é un dono di qualcuno a cui si tiene e il coraggio di gettarla nel bidone dell’umido senza un ultimo tentativo di “rianimazione” pare sconveniente.

Al supermercato, o al centro per il fai da te, ci sono pareti intere di prodotti e in tutte le formulazioni possibili, dal pronto all’uso al granulare.

Su tutte le confezioni di fertilizzante sono riportate tre lettere, N P K, e tre numeri.

Le lettere indicano i tre elementi cardine attorno ai quali ruota la fertilizzazione: N azoto, P fosforo e K potassio. I numeri corrispondono alle percentuali in peso degli elementi sul totale. Sono detti macroelementi perché necessari alle piante in maggiore quantità rispetto ai microelementi, altrettanto impotanti e dei quali prima o poi parleremo.

A questo punto cosa scegliere? sarà più semplice valutare il prodotto che fa per voi sapendo a cosa serve ciascuno.

N azoto

E’ ciò che potremmo ricondurre a un ricostituente generale, stimola la crescita e l’emissione di nuove foglie. La capacità fotosintetica ne ha giovamento e il colore della pianta assume toni di verde decisi. Un eccesso porta a sviluppo eccessivo non compensato da adeguata consistenza dei tessuti, alcune parti della pianta potrebbero irrimediabilmente piegarsi. Senza contare che i tessuti ” teneri” – ricchi d’acqua –  sono più facilmente attaccabili da parassiti.

P fosforo

Il fosforo favorisce il corretto sviluppo dei fiori e la corretta allegagione, ovvero il passaggio dal fiore al frutto. Carenze determinano piante poco sviluppate,  anomalie fogliari per colore e innesto al fusto, ma soprattutto ritardi nella fioritura e fruttificazioni imperfette. Macroelemento significativamente presente nei suoli di rado è assente.

K potassio

Questo elemento partecipa alla formazione degli zuccheri e delle strutture più complesse che da essi sono composte, passando dagli amidi fino alla lignina. E’ evidente quindi come il potassio abbia un ruolo fondamentale per la rigoglio generale della pianta conferendo resistenza ai tessuti e stimolando la produzione di frutti con adeguato volume – pezzatura – presenza di zuccheri e colore.

 

Le piante adeguatamente fertilizzate riescono a combattere attacchi parassitari e malattie in autonomia con maggior efficacia, ma se avete dimenticato la peonia in un angolo del cortile per tutta l’estate, come ho fatto io, non resta che recuperare il vaso e buttare il resto nel mucchio del compostaggio.

 

 

[Crediti | Immagini: Boston Public Library]