Il vaso in una bottiglia.

Ho chiesto ad un’amica del JALBOG, Claudia di MondoCipino, di farci vedere il suo modo per fare vasi di recupero in pieno stile DIY. L’operazione è molto semplice, bastano infatti delle bottiglie in PVC ed un paio di forbici.
Dunque, prendiamo una bottiglia di plastica, una qualsiasi, in questo caso è del succo di frutta, ma anche con quelle della cocacola vengono bene (anzi, con quelle da 2lt vengono vasetti più grandi). Dopo aver vuotato e ben pulito la bottiglia la tagliamo circa a metà, togliamo il tappo, capovolgiamo la metà superiore che diventerà il vaso e la infiamo dentro a quella inferiore, che fungerà da sottovaso. Mettiamo edntro anche il tappo, solo poggiato, che tratterà la terra ma lascerà passare l’acqua. Riempiamo di terra ed il vaso è pronto. Io ci ho seminato i pomodori, ad esempio, che poi trapianteró quando le piantine saranno sufficientemente grandi. L’idea in più è scrivere sul vaso dierttamente col pennarello inedelebile che semi ci sono stati messi ed in che data.

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I pomodori sono cresciuti nel frattempo, infatti li ha trasferiti in un altro vaso “di recupero”.

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Grazie mille per il tutorial e tienici informate :)

Zappa&thecity, Roma, altri aggiornamenti.

La nostra ormai esperta di orto sul balcone ha raccolto diverse volte gli spinaci e la cicoria ed ha capito che era arrivato il momento di piantare altro nei suoi vasi.
Alcuni bulbi di aglio seminati a novembre erano pronti per essere consumati, anche se piuttosto piccolini e gli altri sono stati trasferiti in vaso per lasciare il posto alle verdure tipicamente estive come pomodori, cetrioli e basilico.

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Ecco il meraviglioso orto al completo!

Gli spinaci che si vedono in basso a destra della seconda foto, stanno per fiorire e sono arrivati quindi alla fine del loro ciclo vegetativo. In quella parte di vaso sono state piantate delle piante di fagiolini.

Ed ecco qui sotto la frutta, i limoncini.

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Grazie per gli aggiornamenti e complimenti!

#Zappa&thecity: gli aggiornamenti.

Ci sono arrivati aggiornamenti dalla nostra testimonial d’eccezione: gli spinaci crescono bene e la cicoria è stata raccolta e mangiata un’altra volta. Sperando nella clemenza del tempo, credo che le suggerirò a giorni di comprare qualche pianta di pomodori, che presto scoppierà il caldo e le bruschette sono un piatto jolly in ogni parte d’Italia.
E voi? Avete pensato ad un orto sul
balcone?
Ecco qui il raccolto, a testimonianza del fatto che è davvero possibile coltivare in vaso:
!

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Come trapiantare le fragole.

Le fragole, di cui esistono infinite varietà comprese quelle selvatiche, sono delle piante di facile coltivazione e sono semplici da crescere anche in vaso.
Ho convinto un’amica, Lucia che mi chiedeva consiglio per “far fiorire” il suo meraviglioso terrazzo, a fare qualche foto per un tutorial. (dopo averla convinta di non poter avere una buona estate senza mettere fragole in vaso tra le piante del terrazzo, logicamente) così ecco il tutorial firmato Là in mezzo al mar.

Servono delle piante di fragole, del buon terriccio, dei vasi e qualcosa per fare la pacciamatura. Separare le foglie ma in particolare i frutti dalla terra è piuttosto importante, le fragole infatti sono frutti delicati che si ammaccano e marciscono facilmente, pacciamare con della paglia, della corteccia o come nel nostro caso con del nylon è necessario. So che non è molto ecologico, ma il sacchetto è l’unico che non richiede manutenzione e mi sembrava di aver già chiesto molto all’amica in questione.

In pratica si mette la terra nei vasi, si praticano dei tagli nel sacchetto nei punti in cui andremo poi a mettere le nostre fragole, lo si appoggia sulla terra e si pianta attraverso i buchi praticati.

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Va ritagliato poi il naylon in eccesso, si interrano i lembi lungo i lati del vaso ed il trapianto è perfettamente effettuato.

fragole

Le fragole andrebbero piantate con una distanza minima di una trentina di centimetri, ma in vaso si possono/devono mettere più vicine; vanno innaffiate abbondantemente specie nelle giornate calde prediligendo la mattina o la sera ed evitando quindi le ore più calde. Possono stare sia in pieno sole che in mezz’ombra, se in vaso però qualche ora senza il sole a picco giova alla loro produzione.

Buone fragole a tutti, in particolare a Lucia!

Zappa&theCity: anche qui a Bolzano.

Bastano dei vasi da fiori, delle vasche un po’ più grandi se volete piantare più tipi di verdure, ma l’orto sul balcone sta spopolando ovunque ed è davvero semplice realizzarlo.
Non so se sia per amore del risparmio o per amore di avere un hobby fruttuoso, comunque sempre più conoscenti hanno deciso di mettere insalata tra i gerani e le erbe aromatiche miste al posto delle petunie.
Queste immagini che seguono, sono del balcone di un’amica qui a Bolzano: un vascone di 1 metro per 3 di lunghezza e 50 centimetri di profondità si è trasformato in un bellissimo orto casalingo.
È fatto di cemento ben isolato col catrame, terra concimata in cui sono piantate fragole, insalata gentile, erbe aromatiche in mezzo ai fiori. L’insalata lascerà il posto, una volta raccolta, alle piante di pomodorini e pomodori.

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L’orto sul balcone: benvenuti in Zappa&thecity.

Oggi nasce una nuova rubrica per il Jalbog: Zappa&theCity.

L’intento è quello di dedicare una serie di post agli orti sul balcone, descriveremo le attrezzature necessarie e seguiremo la crescita delle piante e i relativi raccolti.
Abbiamo una testimonial d’eccezione, un’amica che da qualche tempo ha scelto di sostituire i suoi vasi di fiori con vasi di cicoria e spinaci, insalata e pomodori: Silvia.
La ringraziamo per aver accettato il nostro progetto e per la sua condivisione con chi ci segue.

Zappa

Possiede quattro vasi grandi in cui ha alternato diverse colture, ha appena effettuato il primo raccolto 2014 di cicoria da taglio che ha seminato a ottobre 2013 (le insegneremo presto a seminare un po’ più fitto…)

cicoria da taglio

Le abbiamo fatto seminare spinaci, che in una settimana sono germogliati (le consiglieremo anche di non inzuppare così tanto i semi e la terra…)

spinaci germogliati

Abbiamo la presunzione di diventare le sue guide per zappare in the City e condividiamo con lei il motivo per cui bisogna fare un orto sul balcone, oltre che per la passione per il verde, la passione per la bruschetta.

bruschette

Insomma, Silvia in questo ruolo è perfetta e non poteva capitare in mani migliori.

A presto con i primi post.

Piante grasse, bella gente.

Oggi è un’amica a regalarci un contributo verde, Silvia e le sue piante grasse.

piantegrassesilvia

Le piante grasse sono di poche pretese. Che non significa che siano piante modeste, anzi.

Ce ne sono di lussuose e di lussuriose. Di rigogliose e di rigorose. Di setose e di sontuose.

Sono di poche pretese perché sono piante molto indipendenti: non pretendono e non chiedono, al limite si giovano.

Piante che sanno stare anche da sole, alle quali non manchi. Non stanno lì a guardarti storto perché hai dimenticato di dar loro l’acqua. Non vogliono farti sentire in colpa perché l’esposizione non era quella perfetta. Insomma, piante che sanno stare al mondo.

Il bello è che non si limitano a sopravvivere in tua assenza (anche assenza morale: ci sei, ma non te le fili). Loro vivono e rigogliono in proprio. Crescono, diventano più alte e più larghe, tirano fuori fiori bellissimi

 

E poi nascono nei tuoi vasi in modo sorprendente. Di solito in due modi:

1) un “ciccio” di pianta grassa, staccato dalla pianta madre e infilato in terra così, senza cerimonie e senza fronzoli, senza complicazioni e senza pretese;

2) la piantina grassa piccola piccola, nel vasetto microscopico di plastica, pagata 1 euro al mercatino o al brico.

Contro ogni previsione, queste piantine diventano, in pochi mesi, l’orgoglio del tuo balcone. Te ne accorgi un po’ all’improvviso: non le guardi per parecchio tempo, non ci fai caso e loro sono lì a crescere in silenzio. Un giorno ti giri e le noti: sono alte almeno 30 centimetri.

Ma non era un ciccetto? Non era la piantina del brico? Come è diventata così, che non l’ho praticamente innaffiata?

 

La pianta grassa è un tipo tosto, una vera dura. Passa l’inverno più rigido e l’estate più torrida e, alla fine della stagione, è sempre lì, a tirare fuori un nuovo ciccio o un fiore.

La pianta grassa non è grassa: ha l’ossatura forte, è robusta.

Le piante grasse, poi, sono varie. Non si assomigliano: ci sono quelle con le spine aguzze e graffianti, quelle con le spine morbidine come capelli a spazzola, quelle con le foglie vellutate e cicciotte, quello con le foglie smeraldo belle tonde, quelle morbide, quelle croccanti, quelle di un bel grigio-verde-argento, quelle scure, quelle chiare, quelle con tante punte e tante braccia, quelle con le foglie larghe, quelle con le foglioline piccole piccole, che ogni tanto ne stacchi una e te la schiacci tra le dita per sentire l’acquetta fresca che ne esce.

 

Le piante grasse sono piante di sostanza: solide, corpose, che non stanno lì a lamentarsi, a cincischiare. Se c’è da resistere, resistono. Se c’è da crescere, crescono. Se c’è da godersi languidamente il sole, godono. Piante che non si lasciano sfuggire il bello della vita. Piante concrete, belle, ottimiste e sorridenti. Ma serie, piante molto serie, poco inclini ai tradimenti e ai cedimenti.

Bella gente le piante grasse.

Una serra DIY in garage.

Anche quest’anno arriva il momento in cui si può cominciare a seminare ciò che poi verrà piantato nell’orto. Nel mio caso lo devo confessare, ho un amore smodato per peperoncino e pomodori e sto progettando la mia (leggi le mie) serra. Quest’anno vorrei evitare di invadere ogni piano di appoggio di casa e visto che Cristina ha scritto di illuminazione artificiale, vorrei provare a traslocare tutto il progetto in garage. Certo non è caldissimo, ma tra il caldo dell’illuminazione e il fatto che il mio nello specifico non è davvero troppo freddo ci voglio tentare.

Essendo una economa incallita poi, ho voluto fare il calcolo: per le piante dell’orto lo scorso anno avrei speso un centinaio di euro che ho avidamente risparmiato comprando solo qualche bustina di semi e del terriccio.

serracasalinga

Prima di tutto come serre userò delle scatole di plastica, di quelle che si usano per riordinare, togliendo il coperchio che di solito non è trasparente, sono l’ideale: all’interno viene mantenuta la giusta umidità e la luce penetra in abbondanza. L’anno scorso, come dicevo prima, ho piazzato questi aggeggi su tutto il piano cucina e su ogni davanzale e nonostante i molti pregiudizi dei conoscenti sulla riuscita, ho attenuto in qualche mese 50 piante di pomodori e una ventina di piante di peperoncino. Per non parlare dei fagioli e dei fagiolini, dunque quest’anno si replica.

Nell’attesa di trovare il neon giusto comunque, procederò a breve alla semina, mi basterà della torba, i semi e dei vasetti.

semina pomodori

Buona semina a tutti!

Insalata sul balcone in progress

insalata

Avevo messo a dimora alcune piantine di insalata invernale, ricordate?

Scommetto che avete perso il sonno pensando a che fine abbia fatto. Vi restituisco a Morfeo dicendo che per un po’, qualche settimana, è rimasta sulla terrazza posizionata contro il muro di casa e completamente esposta a nord. Dalla foto potete vedere che al momento è piazzata con la stessa esposizione sul davanzale esterno della finestra. L’esposizione è sbagliata sia chiaro, dovrebbe essere esposta a sud o sud est almeno, stare in inverno all’ombra beh non è il massimo neppure per le insalate, ma la scienza voleva la propria parte: l’insalata resiste.

La sposterò a sud sull’altro terrazzo, ma non oggi, qui nevica

L’orto invernale in vaso in poche mosse.

Anche in inverno si può mangiare insalata coltivata, quello che segue è un semplicissimo tutorial per realizzare una piccola aiuola per farlo in casa.

Serviranno delle piantine di insalata, qui scarola e radicchio invernale, un sacco di terriccio, una cassetta, un sacchetto di plastica e delle mollette.

materiale necessario

 

Foderare la cassetta con la plastica e fermarla con delle mollette.

preparazione cassetta

 

mettere la terracassetta con la terra

 

e piantare le insalate

le paintine

 

e… fatto!a dimora

 

La cassetta va posta in un luogo fresco e riparato, sul balcone se possedete una serra fredda o all’esterno se le temperature lo consentono, altrimenti in cantina o garage purché ci sia luce.

cassetta  e insalata a dimora

 

Oltre all’insalata si possono piantare nello stesso modo cavoli e broccoli. Si possono seminare anche biete, spinaci e crescione,radicchi e insalatine miste.

Seguiremo la crescita di queste piantine in diretta e vi terremo aggiornati. Chi ha voglia di provare con noi? Aspettiamo qualche foto!