Orto eretico #2

eretico1

 

E’ arrivato il tempo della semina. I semi erano pronti da un po’, si è aggiunto nel frattempo lo shiso, consigliatomi dall’amica Mara. Lo saprete anche voi, ma lasciare i semi in acqua ha due effetti, stimola la germinazione e consente di capire quali semi siano “vuoti” e quindi non più vitali. Domani seminerò, non all’aperto è troppo presto, ma in vasetti che terrò in casa. Ho iniziato da semi non esotici, quindi non dovrebbero necessitare di riscaldamento per germinare.

Shiso, mentuccia romana, rabarbaro e coriandolo.

eretico 2

 

 

 

 

 

 

Altre sementi le preparerò domani, nei prossimi giorni, vi mostrerò la piantina dell’orto eretico, perché molto dell’eresia sta proprio lì!

p.s.  ho acquistato il necessario per fare una mini-mini serra riscaldata

 

L’orto a marzo.

La natura si sta svegliando, forse non ha nemmeno dormito quest’anno visto l’inverno poco rigido; in montagna è nevicato molto, ma qui in città gran poco.

Detto questo, annuncio con enorme gaudio che abbiamo cominciato i lavori in giardino e nell’orto Clemente. Perché proprio oggi? Perché è fiorito il primo Crocus e qui da noi si dice che se il terreno ha permesso al crocus di fiorire, è pronto per le pulizie di fine inverno, può essere concimato e trattato per le semine.

crocus

Una volta rastrellato il prato e liberato le aiuole dalle foglie secche, abbiamo approfittato del sole per vangare l’orto, concimare l’aiuola che prende più sole e seminare valeriana, crescione e cicoria.

Per la concimazione, anche quest’anno abbiamo scelto lo sterco secco biologico in polvere, lo trovo comodo ed inodore: una volta vangato in profondità, lo si mette, si rigira la terra, la si smuove con l’aiuto di una zappa o un rastrello e si procede con le eventuali semine ed i trapianti.

Per evitare che gli uccelli mangino i semi abbiamo usato una copertura di tessuto non tessuto, oltre che le girandole colorate che fanno molto hippy autoproduttori e felici.

Nelle prossime settimane dovrebbe germinare tutto e trapianteremo le prime insalate e potrò finalmente decretare aperte le danze del raccolto.

Buon lavoro a tutti!

Aiuola eretiche nell’orto

lemon grass

Sono l’agronomo snaturato, se non lo sapevate, peccato ora siete avvertiti. L’autoproduzione non mi interessa, coltivare per mangiare lo rispetto profondamente, ma non fa per me. Coltivo o allevo piante solo per scopi che posso ricondurre per lo più alla curiosità e alla ostinazione di avere quello che non posso. Mio marito è un agronomo serio e perfino amante della natura, lui nell’orto si rilassa, ma anche io se c’è una sdraio, un ombrellone e il quotidiano di giornata, per il resto non scherziamo: la terra è bassa. Quest’anno ho deciso di coltivare un po’ di quelle piante che gli chef utilizzano in cucina e che quando le sentiamo nominare diciamo seeeee vabbè oppure e che cazz’è?

Per alcune di esse credo che avrò seri problemi di germinazione, perchè sfortunatamente la provincia di Cuneo, non gode di un clima tropicale, almeno non per adesso!  Pronti? eccole qui:

lemon grass

zenzero

goya chanpuru

rabarbaro *

pak choi

basilico thai

coriandolo

aneto

mentuccia romana **

 

* l’esotico del nord

**beh alle volte l’esotico non lo è poi così tanto

 

fa un po’ maggiori dettagli su messa a dimora e “grane” di germinazione

 

 

Una serra DIY in garage.

Anche quest’anno arriva il momento in cui si può cominciare a seminare ciò che poi verrà piantato nell’orto. Nel mio caso lo devo confessare, ho un amore smodato per peperoncino e pomodori e sto progettando la mia (leggi le mie) serra. Quest’anno vorrei evitare di invadere ogni piano di appoggio di casa e visto che Cristina ha scritto di illuminazione artificiale, vorrei provare a traslocare tutto il progetto in garage. Certo non è caldissimo, ma tra il caldo dell’illuminazione e il fatto che il mio nello specifico non è davvero troppo freddo ci voglio tentare.

Essendo una economa incallita poi, ho voluto fare il calcolo: per le piante dell’orto lo scorso anno avrei speso un centinaio di euro che ho avidamente risparmiato comprando solo qualche bustina di semi e del terriccio.

serracasalinga

Prima di tutto come serre userò delle scatole di plastica, di quelle che si usano per riordinare, togliendo il coperchio che di solito non è trasparente, sono l’ideale: all’interno viene mantenuta la giusta umidità e la luce penetra in abbondanza. L’anno scorso, come dicevo prima, ho piazzato questi aggeggi su tutto il piano cucina e su ogni davanzale e nonostante i molti pregiudizi dei conoscenti sulla riuscita, ho attenuto in qualche mese 50 piante di pomodori e una ventina di piante di peperoncino. Per non parlare dei fagioli e dei fagiolini, dunque quest’anno si replica.

Nell’attesa di trovare il neon giusto comunque, procederò a breve alla semina, mi basterà della torba, i semi e dei vasetti.

semina pomodori

Buona semina a tutti!

Frutti climaterici e aclimaterici

_rev caco

Lo sapete sicuramente per esperienza personale, esistono frutti che staccati dall’albero – o più in generale dalla pianta – continuano a maturare e altri no.

La frutta in grado di continuare la maturazione anche se è stata raccolta si dice climaterica, aclimaterici sono i frutti che una volta raccolti non portano a termine il proprio ciclo e se sono stati raccolti acerbi tali restano. La differenza botanica fra le due tipologie sta nella capacità di continuare a produrre autonomamente etilene lontano dalla pianta, normalmente questa operazione è effettuata dal frutto a scapito delle proprie risorse energetiche ( amido-zuccheri), quindi il frutto così maturato è più “povero” di quelli che proseguono il proprio ciclo vitale sull’albero.

L’etilene può essere somministrato artificialmente nei magazzini di conservazione per far maturare le derrate.

Le mele producono etilene in quota superiore ad altri frutti ( e in passato nelle case ce n’erano molte rispetto a frutti più costosi ) quindi favoriscono la maturazione di frutta acerba nelle loro vicinanze.

Frutti climaterici caco, nespole, mele, pomodori, avocado, kiwi, pesche, banane …..

Frutti aclimaterici agrumi, ciliegie, uva …

 

Letamazione, dai diamanti non nasce niente…

letame_rev

Le temperature di questo autunno hanno concesso agli orti qualche settimana produttiva in più. Se non avete osato l’orto invernale, rassegnatevi la stagione dell’autoproduzione è finita, davanti a voi ci sono mesi di riposo, per rinascere contadini a primavera!

L’inverno potrebbe essere il momento buono per una bella concimazione “pesante” anche su terreni dove in primavera progettate di seminare il prato. In inverno la concimazione del terreno nudo, cioè senza piante, si fa classicamente con il letame.

Se avete la possibilità di procurarvi del letame da qualche allevatore di bovini o cavalli, potete prelevarlo adesso e lasciarlo sul terreno a maturare per tutto il periodo più freddo anche in piccoli mucchi, lo spanderete e interrerete adeguatamente ai primi tepori primaverili. Il letame già maturo non è facile da trovare, ma se ci riuscite potrete rimandare l’operazione alla preparazione del letto di semina primaverile, idem per lo stallatico pellettato.

ma quanto letame utilizzare?

qui non parliamo di pieno campo, voi dovrete letamare forse qualche decina di metri quadrati sul retro di casa, dove poi farete l’orto. Non peserete il letame perchè ne avrete poco e ve lo porteranno o in secchi o insacchettato alla meno peggio e voi non peserete quella robina lì !

quindi se avete presente la pala da neve orientatevi con due belle generose palate per metro quadrato, lasciatele lì.  Potrebbe servirne di più, ma prima di esagerare e fare danni procedete per gradi, usate la vostra “prima volta” per fare esperienza. Sì un pochino puzza, ma mica starete al freddo e al gelo ad inspirare profondamente in giardino no?

in primavera zappate o motozappate interrando tutto, procedendo come al solito nella preparazione del letto di semina.

Se state cambiando il vaso a piante che in inverno “si riposano” potete aggiungere un po’ si stallatico pellettato alla terra – potrebbe andare bene alche il letame maturo – disponetelo lontano dalle radici, lo stallatico non dovrebbe “bruciare” più, ma fidarsi è bene …….

Le dosi per lo stallatico sono sul sacco, marche diverse dosi diverse attenetevi a quelle. Se il vostro orto è composto da terra riportata, da cantiere per capirci, vedrete il miracolo del letame al prossimo raccolto, la struttura del terreno ne avrà benefici grandissimi.

p.s. non considerate fra le opzioni letame suino o pollina (deiezioni dei polli).

 

[Crediti | Immagini: my stification]

Indian summer – estate di San Martino

alchechengi

Oggi è San Martino. La festività sicuramente traslata dal paganesimo, segna la fine dei raccolti e l’inizio delle giornate invernali contraddistinte dal freddo e dal ridotto numero di ore di luce. Probabilmente è una delle molte festività invernali legate simbolicamente alla luce, come Santa Lucia per esempio. Fra la metà di ottobre e quelle di novembre  le giornate sono caratterizzati da un clima mite, la leggenda del Santo racconta che egli divise il mantello con un mendicante e Dio per ricompensarlo rese la temperatura più dolce.

Sono numerose le tradizioni legate a questa festa, la più nota è forse la passeggiata notturna con le lanterne fatta dai bambini, ricorda nella tradizione cattolica la fiaccolata che accompagnò il trasporto delle spoglie del Santo, la questua abbinata rievoca le raccolte autunnali.

Nel latifondo per la festa di San Martino i contadini stagionali dovevano lasciare le case del latifondista dopo la semina del grano per farvi ritorno nella stagione agricola successiva. Le ultime attività in campagna erano tradizionalmente la vendemmia, la raccolta delle olive (sud), la semina del grano e la macellazione del maiale, dopo di che c’era il riposo dei campi e degli uomini.

I paesi anglosassoni, la chiamano Indian Summer, ma il significato della festa resta identico: la fine dei raccolti e la semina del grano.

Da San Martino in poi le temperature dovrebbero calare bruscamente facendoci stare in casa molto più di quanto desidereremmo, proviamo però a sfruttare la tradizione del riposo e della calma invernale per pensare anche noi stessi e a cosa ci piacerebbe piantare per l’anno prossimo? non fatevi ingannare, se siete “lunghi” come me fra il pensarci, trovare i semi e comprarli potrebbe essere già primavera inoltrata!

Cosa vorreste coltivare nella prossima stagione primaverile estiva? confesso, io ci penso dalla scorsa primavera quando la bella stagione mi ha fregata sul tempo cogliendomi impreparata, sarà qualcosa di particolare, ai confini con l’inutile, ma mai dire mai.

 

p.s. non trovate i l’Alchechengi assomigli a una lanterna?

 

[Crediti | Immagini: flora.cyclam]