Come trapiantare le fragole.

Le fragole, di cui esistono infinite varietà comprese quelle selvatiche, sono delle piante di facile coltivazione e sono semplici da crescere anche in vaso.
Ho convinto un’amica, Lucia che mi chiedeva consiglio per “far fiorire” il suo meraviglioso terrazzo, a fare qualche foto per un tutorial. (dopo averla convinta di non poter avere una buona estate senza mettere fragole in vaso tra le piante del terrazzo, logicamente) così ecco il tutorial firmato Là in mezzo al mar.

Servono delle piante di fragole, del buon terriccio, dei vasi e qualcosa per fare la pacciamatura. Separare le foglie ma in particolare i frutti dalla terra è piuttosto importante, le fragole infatti sono frutti delicati che si ammaccano e marciscono facilmente, pacciamare con della paglia, della corteccia o come nel nostro caso con del nylon è necessario. So che non è molto ecologico, ma il sacchetto è l’unico che non richiede manutenzione e mi sembrava di aver già chiesto molto all’amica in questione.

In pratica si mette la terra nei vasi, si praticano dei tagli nel sacchetto nei punti in cui andremo poi a mettere le nostre fragole, lo si appoggia sulla terra e si pianta attraverso i buchi praticati.

20140423-140426.jpg

Va ritagliato poi il naylon in eccesso, si interrano i lembi lungo i lati del vaso ed il trapianto è perfettamente effettuato.

fragole

Le fragole andrebbero piantate con una distanza minima di una trentina di centimetri, ma in vaso si possono/devono mettere più vicine; vanno innaffiate abbondantemente specie nelle giornate calde prediligendo la mattina o la sera ed evitando quindi le ore più calde. Possono stare sia in pieno sole che in mezz’ombra, se in vaso però qualche ora senza il sole a picco giova alla loro produzione.

Buone fragole a tutti, in particolare a Lucia!

Frutti climaterici e aclimaterici

_rev caco

Lo sapete sicuramente per esperienza personale, esistono frutti che staccati dall’albero – o più in generale dalla pianta – continuano a maturare e altri no.

La frutta in grado di continuare la maturazione anche se è stata raccolta si dice climaterica, aclimaterici sono i frutti che una volta raccolti non portano a termine il proprio ciclo e se sono stati raccolti acerbi tali restano. La differenza botanica fra le due tipologie sta nella capacità di continuare a produrre autonomamente etilene lontano dalla pianta, normalmente questa operazione è effettuata dal frutto a scapito delle proprie risorse energetiche ( amido-zuccheri), quindi il frutto così maturato è più “povero” di quelli che proseguono il proprio ciclo vitale sull’albero.

L’etilene può essere somministrato artificialmente nei magazzini di conservazione per far maturare le derrate.

Le mele producono etilene in quota superiore ad altri frutti ( e in passato nelle case ce n’erano molte rispetto a frutti più costosi ) quindi favoriscono la maturazione di frutta acerba nelle loro vicinanze.

Frutti climaterici caco, nespole, mele, pomodori, avocado, kiwi, pesche, banane …..

Frutti aclimaterici agrumi, ciliegie, uva …

 

Melograno


20131108-083450.jpg

Malum Granatum ossia mela con semi: il frutto è un piccolo tesoro di vitamine, antiossidanti, sali minerali e molte sono le proprietà benefiche accertate. A Capodanno si mangia per augurarsi molta grana e prosperità nell’anno nuovo ed in alcune culture lo si regala alle donne a nozze avvenute, come augurio di fertilità.
Noi lo mangiamo semplicemente perché è buono e divertente da sgranare e sgranocchiare in compagnia.