Gerani zonali.

É ora di mettere all’aria aperta i gerani che hanno passato l’inverno indenni nella piccola serra del giardino.
Devono essere solo ripuliti da foglie e fiori secchi, concimati con un prodotto apposito ed il gioco é fatto.

Una curiosità: sapevate che per il ricovero invernale non vanno potati? Questo per permettere alla pianta di rimanere protetta proprio da ciò che si secca.

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Limone: le cure d’inverno.

Non penso che sia difficile da credere: io ho l’Agronomo di Fiducia (AdF). Non è una cosa da tutti e sono certa che tutte le mie piante lo sappiano, perché da quando ho l’Agronomo di Fiducia, stanno tutte meglio.

A maggio mi hanno regalato una pianta di limone, che in Alto Adige non è proprio una pianta tipica, ed in questi giorni in cui la temperatura è arrivata a pochi gradi sopra lo zero, mi sono dovuta occupare di lei visto anche che è piena di fiori e carica di potenziali frutti. Con il freddo le foglie si sono ingiallite, non di molto, ma per me che sono una coltrice attenta, la differenza è stata piuttosto evidente.

“Potrebbe essere che ha la @+*§£%&.” sentenzia l’agronomo.

“Ok, dunque?” dico io.

“Il limone è una pianta che “puppa” (consuma) molto, devi concimare e se la pianta è quella che hai fotografato, cambia vaso.”

“Ok Agronomo di Fiducia, grazie.”

limone

 

La pianta è alta circa un metro ed il vaso in cui l’hanno venduta è di 22 centimetri di diametro, la prima cosa da fare, oltre a ricoverarla in casa in un posto luminoso e non troppo caldo, sarà quella di cambiare il vaso con uno leggermente più grande. Questo è il periodo più giusto per fare il travaso, l’AdF dice che al massimo perderò qualche frutto, ma la pianta starà da subito molto meglio. Mi è stato anche consigliato, di mettere un po’ di stallatico pellettato a contatto con le pareti del vaso, consiglio che seguirò di certo visto che ho quello in polvere e che mi sarà facile aggiungerlo alla torba.

Una volta spostato, procederò con la concimazione con un prodotto specifico per agrumi, non sono una brava chimica e dunque mi affiderò alle miscele che si trovano al consorzio agrario.

Attenderò di cogliere i frutti che al momento sono già sull’albero, che i fiori sboccino e prima o poi ricompenserò l’AdF con una limonata (o una tisana al limone vista la stagione), che il limone è pieno di vitamine e fa sempre bene.

 

Macroelementi N P K – fertilizzazione

boston public library

Ebbene sì, abbiamo optato per iniziare con un post tecnico, ma niente di difficile.

La fertilizzazione è per la maggior parte delle persone l’estremo gesto pietoso nei confronti di qualche pianta da appartamento. Di solito la moribonda é un dono di qualcuno a cui si tiene e il coraggio di gettarla nel bidone dell’umido senza un ultimo tentativo di “rianimazione” pare sconveniente.

Al supermercato, o al centro per il fai da te, ci sono pareti intere di prodotti e in tutte le formulazioni possibili, dal pronto all’uso al granulare.

Su tutte le confezioni di fertilizzante sono riportate tre lettere, N P K, e tre numeri.

Le lettere indicano i tre elementi cardine attorno ai quali ruota la fertilizzazione: N azoto, P fosforo e K potassio. I numeri corrispondono alle percentuali in peso degli elementi sul totale. Sono detti macroelementi perché necessari alle piante in maggiore quantità rispetto ai microelementi, altrettanto impotanti e dei quali prima o poi parleremo.

A questo punto cosa scegliere? sarà più semplice valutare il prodotto che fa per voi sapendo a cosa serve ciascuno.

N azoto

E’ ciò che potremmo ricondurre a un ricostituente generale, stimola la crescita e l’emissione di nuove foglie. La capacità fotosintetica ne ha giovamento e il colore della pianta assume toni di verde decisi. Un eccesso porta a sviluppo eccessivo non compensato da adeguata consistenza dei tessuti, alcune parti della pianta potrebbero irrimediabilmente piegarsi. Senza contare che i tessuti ” teneri” – ricchi d’acqua –  sono più facilmente attaccabili da parassiti.

P fosforo

Il fosforo favorisce il corretto sviluppo dei fiori e la corretta allegagione, ovvero il passaggio dal fiore al frutto. Carenze determinano piante poco sviluppate,  anomalie fogliari per colore e innesto al fusto, ma soprattutto ritardi nella fioritura e fruttificazioni imperfette. Macroelemento significativamente presente nei suoli di rado è assente.

K potassio

Questo elemento partecipa alla formazione degli zuccheri e delle strutture più complesse che da essi sono composte, passando dagli amidi fino alla lignina. E’ evidente quindi come il potassio abbia un ruolo fondamentale per la rigoglio generale della pianta conferendo resistenza ai tessuti e stimolando la produzione di frutti con adeguato volume – pezzatura – presenza di zuccheri e colore.

 

Le piante adeguatamente fertilizzate riescono a combattere attacchi parassitari e malattie in autonomia con maggior efficacia, ma se avete dimenticato la peonia in un angolo del cortile per tutta l’estate, come ho fatto io, non resta che recuperare il vaso e buttare il resto nel mucchio del compostaggio.

 

 

[Crediti | Immagini: Boston Public Library]