Zinnie: come recuperare i semi per riprodurle.

Mi piacciono tanto i fiori, devo averlo già detto altrove e mi piace anche molto spendere poco, forse questo lo dico meno per non fare la figura di quella dal braccino corto: il fatto di poter recuperare semi dai fiori che sono arrivati a fine vegetazione mi crea una sorta di emozione. So che posso essere capita, come quando vai in giro per strada e spezzi un rametto per farne una piccola talea per ricreare una pianta, questo forse era meglio non dirlo.

Comunque tornando al post, ci sono fiori dai quali è molto semplice recuperare semi, questa per esempio è una zinnia in piena fioritura:

zinnia

[Credits Davedehetre]

E questo invece è il fiore appassito che conserveremo per la prossima primavera.

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Basterà seminarlo a pezzetti nel terreno verso aprile per avere in circa tre mesi dei fiori meravigliosi.

 

Coprire l’insalata.

Le temperature sono in calo un po’ ovunque in Italia, arriva il freddo e se anche voi avete un orto e ancora delle piante di insalata, copritele. Anche se esistono dei tipi di insalata più resistenti di altri, è bene proteggere le piante con una copertura per ripararle dalle gelate e raccoglierle e gustarle indenni, -al massimo con qualche lumaca all’interno che cerca un po’ di caldo e mangia il cuore, ma questa è un’altra storia-.

Personalmente uso del tessuto non tessuto, mi trovo bene anche in primavera per le semine e dura anni visto che basta una lavata veloce tra un utilizzo e l’altro; si può acquistare in tutti i negozi specializzati e costa pochi euro.

L’unica attenzione da prestare è quella di non schiacciare troppo le piante, ma lasciare loro un pochino di spazio.

E voilà!

insalatacoperta

 

Indian summer – estate di San Martino

alchechengi

Oggi è San Martino. La festività sicuramente traslata dal paganesimo, segna la fine dei raccolti e l’inizio delle giornate invernali contraddistinte dal freddo e dal ridotto numero di ore di luce. Probabilmente è una delle molte festività invernali legate simbolicamente alla luce, come Santa Lucia per esempio. Fra la metà di ottobre e quelle di novembre  le giornate sono caratterizzati da un clima mite, la leggenda del Santo racconta che egli divise il mantello con un mendicante e Dio per ricompensarlo rese la temperatura più dolce.

Sono numerose le tradizioni legate a questa festa, la più nota è forse la passeggiata notturna con le lanterne fatta dai bambini, ricorda nella tradizione cattolica la fiaccolata che accompagnò il trasporto delle spoglie del Santo, la questua abbinata rievoca le raccolte autunnali.

Nel latifondo per la festa di San Martino i contadini stagionali dovevano lasciare le case del latifondista dopo la semina del grano per farvi ritorno nella stagione agricola successiva. Le ultime attività in campagna erano tradizionalmente la vendemmia, la raccolta delle olive (sud), la semina del grano e la macellazione del maiale, dopo di che c’era il riposo dei campi e degli uomini.

I paesi anglosassoni, la chiamano Indian Summer, ma il significato della festa resta identico: la fine dei raccolti e la semina del grano.

Da San Martino in poi le temperature dovrebbero calare bruscamente facendoci stare in casa molto più di quanto desidereremmo, proviamo però a sfruttare la tradizione del riposo e della calma invernale per pensare anche noi stessi e a cosa ci piacerebbe piantare per l’anno prossimo? non fatevi ingannare, se siete “lunghi” come me fra il pensarci, trovare i semi e comprarli potrebbe essere già primavera inoltrata!

Cosa vorreste coltivare nella prossima stagione primaverile estiva? confesso, io ci penso dalla scorsa primavera quando la bella stagione mi ha fregata sul tempo cogliendomi impreparata, sarà qualcosa di particolare, ai confini con l’inutile, ma mai dire mai.

 

p.s. non trovate i l’Alchechengi assomigli a una lanterna?

 

[Crediti | Immagini: flora.cyclam]

Melograno


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Malum Granatum ossia mela con semi: il frutto è un piccolo tesoro di vitamine, antiossidanti, sali minerali e molte sono le proprietà benefiche accertate. A Capodanno si mangia per augurarsi molta grana e prosperità nell’anno nuovo ed in alcune culture lo si regala alle donne a nozze avvenute, come augurio di fertilità.
Noi lo mangiamo semplicemente perché è buono e divertente da sgranare e sgranocchiare in compagnia.