Pollice Nero e l’azalea tignosa

Il primo post dopo la ripartenza è un contributo di una blogger, Chiara di Chiaradinome.

Al momento della partenza del blog avevo chiesto qualche contributo nel mondo delle conoscenze web, che poi seppur velocissimamente Chiara ed io ci siamo conosciute in analogico. Chiara mi ha mandato il suo contributo, scusandosi – lei – per il ritardo, ecco l’invio risale a Maggio.

ok non ho scuse, ecco la storia delle sue foto.

Mi hanno regalato questa pianta di azalea due anni fa, quando era nel pieno della rigogliosa fioritura ed emanava un profumo adorabile. Indicazioni per farla continuare a vivere: nessuna. E quindi io, che uccido le piante al solo guardarle, mi beavo della sua visione, conscia della breve vita che avrebbe avuto nel mio giardino, che in inverno è freddo e senza sole, in estate non ha un minuto di ombra.

Infatti in autunno si è lentamente suicidata e noi abbiamo lasciato i suoi stanchi rami a seccare in mezzo alle photinie, col vaso a coprire un tombino…

L’estate scorsa invece si è rianimata, è tornata tutta verde, ma di fiori neanche l’ombra. Poi l’inverno scorso è rimasta ancora lì, secca incendiata, a prendere freddo, pioggia e neve. E io me la sono anche dimenticata.

Qualche giorno fa dovevo aprire quel dannato tombino e surprise surprise! lei era risorta come l’araba fenice, non solo in verde, ma anche in bianco di mille fiori enormi e profumatissimi…

La lezione che mi ha insegnato Miss Azalea Tignosa è che se lascio fare alla natura è molto meglio…

Firmato Madame Pollice Nero

Grazie Chiara

Commenti

    • dice

      Bella tanto quell’azalea. Vuoi farla felice? Mettila in terra, con acidificante per il terreno (solfato di ferro) per compensare le irrigazioni. Concime specifico per acidofile.
      Le azalee temono solo il terreno, per il resto sono molto rustiche. La loro fioritura primaverile era il momento di apoteosi del giardino della mia ex casa. E le povere azalee stanno resistendo anche all’incuria dei nuovi proprietari….

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