Macroelementi N P K – fertilizzazione

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Ebbene sì, abbiamo optato per iniziare con un post tecnico, ma niente di difficile.

La fertilizzazione è per la maggior parte delle persone l’estremo gesto pietoso nei confronti di qualche pianta da appartamento. Di solito la moribonda é un dono di qualcuno a cui si tiene e il coraggio di gettarla nel bidone dell’umido senza un ultimo tentativo di “rianimazione” pare sconveniente.

Al supermercato, o al centro per il fai da te, ci sono pareti intere di prodotti e in tutte le formulazioni possibili, dal pronto all’uso al granulare.

Su tutte le confezioni di fertilizzante sono riportate tre lettere, N P K, e tre numeri.

Le lettere indicano i tre elementi cardine attorno ai quali ruota la fertilizzazione: N azoto, P fosforo e K potassio. I numeri corrispondono alle percentuali in peso degli elementi sul totale. Sono detti macroelementi perché necessari alle piante in maggiore quantità rispetto ai microelementi, altrettanto impotanti e dei quali prima o poi parleremo.

A questo punto cosa scegliere? sarà più semplice valutare il prodotto che fa per voi sapendo a cosa serve ciascuno.

N azoto

E’ ciò che potremmo ricondurre a un ricostituente generale, stimola la crescita e l’emissione di nuove foglie. La capacità fotosintetica ne ha giovamento e il colore della pianta assume toni di verde decisi. Un eccesso porta a sviluppo eccessivo non compensato da adeguata consistenza dei tessuti, alcune parti della pianta potrebbero irrimediabilmente piegarsi. Senza contare che i tessuti ” teneri” – ricchi d’acqua –  sono più facilmente attaccabili da parassiti.

P fosforo

Il fosforo favorisce il corretto sviluppo dei fiori e la corretta allegagione, ovvero il passaggio dal fiore al frutto. Carenze determinano piante poco sviluppate,  anomalie fogliari per colore e innesto al fusto, ma soprattutto ritardi nella fioritura e fruttificazioni imperfette. Macroelemento significativamente presente nei suoli di rado è assente.

K potassio

Questo elemento partecipa alla formazione degli zuccheri e delle strutture più complesse che da essi sono composte, passando dagli amidi fino alla lignina. E’ evidente quindi come il potassio abbia un ruolo fondamentale per la rigoglio generale della pianta conferendo resistenza ai tessuti e stimolando la produzione di frutti con adeguato volume – pezzatura – presenza di zuccheri e colore.

 

Le piante adeguatamente fertilizzate riescono a combattere attacchi parassitari e malattie in autonomia con maggior efficacia, ma se avete dimenticato la peonia in un angolo del cortile per tutta l’estate, come ho fatto io, non resta che recuperare il vaso e buttare il resto nel mucchio del compostaggio.

 

 

[Crediti | Immagini: Boston Public Library]

 

 

 

 

Commenti

  1. dice

    Orsù Cris, io volevo sapere però quale formulazione e quando…. che so? Voglio far impazzire di rabbia la vicina con la fioritura delle mie rose, oppure voglio che le piante se ne stiano in buona salute durante la calda estate, o cosa dare in questa stagione ai vasi prima di dimenticarli per i prossimi mesi… ecco, questi consigli qui.

    Io vado a naso, e devo dire che alla fine non so mai bene cosa ho fatto per arrivare ad un risultato piuttosto che ad un altro….

    • cristina dice

      Ilmondo hai ragione e lo faremo, tu sei un esperto e quindi non hai bisogno di metabolizzare, non volevamo terrorizzare i neofiti con troppe informazioni.
      A proposito le tue piante? :D

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