Prato in crescita.

Abbiamo seminato due settimane fa ed il prato sta crescendo generosamente. Sono rimaste delle piccole chiazze però. Nei prossimi giorni provvederemo a mettere un piccolo strato di torba, semineremo e ricopriremo con altra torba sempre per evitare di far diventare il giardino una mangiatoia pubblica per merli.
La soddisfazione di vederlo crescere ci ripaga della fatica che abbiamo fatto e grazie al sole cocente della scorsa settimana e delle piogge di questa, abbiamo finalmente un prato decente.
Vi terrò aggiornati.

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Seminare il prato.

Non so se ho già detto che detesto profondamente il tappeto erboso, non è fatto per essere calpestato e maltrattato dalla bimba di casa e dopo più di un anno di tentativi abbiamo deciso di estirparlo definitivamente e sostituirlo con erba seminata.

Per prima cosa abbiamo tolto tutto il tappeto che in troppi punti era già secco, l’operazione è risultata piuttosto facile perché le radici dell’erba non avevano attecchito granché.

Dopo aver messo uno strato di una decina di centimetri di terra buona (torba specifica per la semina dell’erba), abbiamo dovuto passare il rullo, seminare, concimare, ributtare altri 2/3 centimetri di terra e ripassare il rullo.

seminaprato

Per evitare  di far diventare il futuro prato una mangiatoia per uccelli a cielo aperto, abbiamo coperto il tutto con il tessuto non tessuto ed annaffiato.

Un sacchetto di torba da 50 chili è bastato per circa tre metri quadri di terreno da seminare, buon lavoro eh!

Ora non dobbiamo fare altro che aspettare ed immaginare il nuovo prato.

La Stella di Natale.

Per la prima volta nella mia vita, sono riuscita a non far crepare miseramente la mia stella di Natale. Credo di aver capito il segreto di questa pianta che mi viene regalata puntualmente alle soglie delle festività e che muore passata la Befana.

I primi ai quali, negli anni, ho chiesto esasperata un consiglio, mi dicevano di metterle al buio, poi di non dare da bere se non acqua calda, poi ancora di metterla lontana dalle finestre, poi vicino e poi mi sono scocciata di chiedere consiglio.

Quest’anno, quando un amica mi ha regalato la classica stella rossa, ho subito pensato che me la sarei goduta per non più di una settimana, ma nel consegnarmela mi ha detto: lo sai che ho scoperto come farle vivere e non crepare miseramente? Ecco, ho pensato, meno male che non sono l’unica.

Per farla breve, mi è stato consigliato di darle da bere dal basso, ossia mettendo un piccolo sottovaso. Detto fatto.

Dopo due mesi, la mia Euphorbia pulcherrima gode di buonissima salute, è rigogliosa e io e la sua specie abbiamo fatto finalmente pace.

stella d inatale

Seed swap 2014, scambio semi

SEED SWAP (4)

 

Cos’è?

uno scambio di semi, riceverai dei semi di fiori o di piante da orto, li riceverai da un altro partecipante abbinato a te da noi di JALBOG

 

Perchè?

se hai dei semi e vorresti scambiarli

se non hai dei semi,ma vorresti riceverne

per avere un davanzale fiorito o un mini-orto

per condividere una passione

 

Come e Quando?

dovrai effettuare una spedizione postale a tuo carico, circa 0,70 €, oltre ai semi ovviamente. Iscriviti entro il 14 febbraio  dando la tua disponibilità a partecipare allo scambio, ti invieremo le istruzioni:

 info@justalittlebitofgreen.com   oppure  Sowing the seeds of Love

E la luce fu

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Le piante per crescere hanno bisogno di luce, che banalità, ma se la luce non c’è? semplice si rimedia con l’illuminazione artificiale. Per far germinare la maggior parte delle piante è necessario solo un ambiente caldo e terra umida, le cose si complicano una volta che la plantula è spuntata. Una finestra ben illuminata e rivolta a sud potrebbe bastare, ma non è detto. Se desiderate avere piante fuori stagione o siete appassionati di piante tropicali, le scarse ore di luce invernali dovranno essere integrate con piccoli soli artificiali.

Ci sono diverse tipologie di lampade in commercio: neon fluorescenti, lampadine CFL (Compact Fluorescent Lamp), led. Tutte sono adatte anche a principianti, la differenza di prezzo può essere rilevante. Le lampade hanno caratteristiche tecniche precipue, ma per impratichirsi basteranno piccole dritte che trverete di seguito. Cominciate spendendo poco, se l’angolo illuminato non dovesse fare per voi non avrete rimpianti, se invece capirete che quella è la vostra via beh avrete una lampadina per ravvivare un nuovo ulteriore angolo di casa.

tenete d’occhio sia il costo della lampada sia il suo consumo energetico

Esistono luci per favorire la crescita e altre per stimolare la fioritura, state attenti a cosa vi serve, se volete avere un orto di primizie e il vostro obiettivo sono piantine trapiantabili al primo tepore vanno bene le prime, se volete far rifiorire la maledetta cara violetta africana servono le seconde. Esistono lampade capaci di coprire tutto lo spettro della luce naturale necessaria alla fotosintesi, vale sempre il discorso economico.

La superficie illuminata è quella esattamente sotto la fonte luminosa, perciò se state pensando a produzioni industriali valutate l’acquisto di più di una lampada, in ogni caso attenetevi alle indicazioni del produttore.

La distanza fra lampada e pianta va dai 20-30 cm per le piante da fiore fino ai 70 per le piante verdi.

In base alla vostre piante dovrete conoscere il fotoperiodo, cioè se esse siano brevi diurne (fioritura con meno di 12 ore al giorno di illuminazione), longidiurne ( >12ore) o neutrodiurne (fioritura non correlata alle ore di luce). Avete capito di quale categoria fa parte la vostra pianta? no? googolate e poi se è il caso procuratevi un timer.
Dovete mettervi a tavolino e pensare a cosa volete coltivare sotto la ” luce”, poi non perdetevi fra ioduri metallici e sodio, forti della chiarezza del vostro obiettivo e definito un budget non avrete difficoltà a scegliere.
[Crediti | Immagini: http://commons.wikimedia.org]

 

 

Limone: le cure d’inverno.

Non penso che sia difficile da credere: io ho l’Agronomo di Fiducia (AdF). Non è una cosa da tutti e sono certa che tutte le mie piante lo sappiano, perché da quando ho l’Agronomo di Fiducia, stanno tutte meglio.

A maggio mi hanno regalato una pianta di limone, che in Alto Adige non è proprio una pianta tipica, ed in questi giorni in cui la temperatura è arrivata a pochi gradi sopra lo zero, mi sono dovuta occupare di lei visto anche che è piena di fiori e carica di potenziali frutti. Con il freddo le foglie si sono ingiallite, non di molto, ma per me che sono una coltrice attenta, la differenza è stata piuttosto evidente.

“Potrebbe essere che ha la @+*§£%&.” sentenzia l’agronomo.

“Ok, dunque?” dico io.

“Il limone è una pianta che “puppa” (consuma) molto, devi concimare e se la pianta è quella che hai fotografato, cambia vaso.”

“Ok Agronomo di Fiducia, grazie.”

limone

 

La pianta è alta circa un metro ed il vaso in cui l’hanno venduta è di 22 centimetri di diametro, la prima cosa da fare, oltre a ricoverarla in casa in un posto luminoso e non troppo caldo, sarà quella di cambiare il vaso con uno leggermente più grande. Questo è il periodo più giusto per fare il travaso, l’AdF dice che al massimo perderò qualche frutto, ma la pianta starà da subito molto meglio. Mi è stato anche consigliato, di mettere un po’ di stallatico pellettato a contatto con le pareti del vaso, consiglio che seguirò di certo visto che ho quello in polvere e che mi sarà facile aggiungerlo alla torba.

Una volta spostato, procederò con la concimazione con un prodotto specifico per agrumi, non sono una brava chimica e dunque mi affiderò alle miscele che si trovano al consorzio agrario.

Attenderò di cogliere i frutti che al momento sono già sull’albero, che i fiori sboccino e prima o poi ricompenserò l’AdF con una limonata (o una tisana al limone vista la stagione), che il limone è pieno di vitamine e fa sempre bene.