Flower Power, CES 2013

A Las Vegas è in corso il Consumer Electronic Show (Ces) , la fiera dell’elettronica di consumo più grande al mondo, dallo spillo all’aeroplano basta che ce sia un circuito.

In questo mondo che pare lontano mille miglia dal verde ecco il bit of green: Flower Power di Parrot.

E’ un sensore che – infilato nel vaso della pianta – raccoglie, elabora e rimanda informazioni ad una app sullo smartphone ( e dove altrimenti ) del fortunato possessore.

una breve spiegazione qui

 Ha un database con migliaia di piante e quindi riesce a controllare il fabbisogno di praticamente tutto quello che c’è sul mercato florovivaistico.

Va bene anche per l’orto ! anche se mi sa che per usarlo nell’orto bisogna essere più smart del proprio telefono.

E’ superfluo vero che vi dica che mi piace moltissimo, guadate il video è efficacissimo, non avete già voglia di averne uno?

Parrot Flower Power – il video

 

Lo trovate anche su Facebook in copertina a casa Parrot.

foto e video di Parrot

 

ornamentale

Il dizionare Hoepli on line fornisce il significato dell’aggettivo

ornamentale
[or-na-men-tà-le]
agg. (pl. -li)
Che si riferisce ad ornamento: corso di disegno o.
‖ Che serve a ornare, a decorare, ad abbellire: le regalerò una pianta o.
‖ SIN. decorativo

Le piante e i fiori costituiscono “ornamento” dalla notte dei tempi credo. Se non si ha il pollice verde, denaro per un giardiniere, 10 euro per tre piante di edera ecco sarebbe almeno auspicabile avere del buongusto, il buongusto di togliere questo obbrobrio e il coraggio di chiamare l’architetto che ha pensato la fioriera e fargliela demolire seduta stante. Non sperate che la bruttura sia dovuta al freddo, la foto è stata scattata alla fine di giugno

Qualcosa che è stato pensato per rendere bello e impreziosire potrebbe finire con il ridicolizzare e dare un’idea chiara dell’attenzione che ha il titolare dell’esercizio commerciale per quel che accade qualche centrimentro fuori della sua porta.

Torino, Via Carlo Alberto quasi Piazza Carlo Alberto visibile anche su Google Earth.

 

robinia bibliotecaria

Ecco un altro po’ di verde dal Salento, mete delle mie vacanze 2012.

Gallipoli, biblioteca comunale e archivio storico, edificio storico del ‘700, non lo notereste nemmeno vista la profusione di edifici storici che offre Gallipoli, sarebbe uno fra tanti. Non lo notereste nemmeno non fosse perchè la facciata è nascosta da una robinia altissima che rapisce lo sguardo con un pugno verde in un abbacinante bianco perpetuo.

La sottoscritta non è una brava fotografa ma se poi ci si mette pure l’urbanistica ad ostacolarmi la situazione peggiora! L’albero, due in realtà, sono talmente alti che io e la mia macchinetta compatta più di quel che vedete non siamo riusciti a fare. Nella foto con il campesino addormentato, scattata per ovvie ragioni di core de mamma, vi rendete bene conto di quanto sia ridotto il passaggio.

Gallipoli, via S. Angelo, 2012 agosto

una volta qui era tutta ferrovia

Il recupero urbano offre molte occasioni verdi, ma qui ne voglio condividere con voi tre due le conosco bene e di persona, per la terza devo ancora aspettare un po’.

Si tratta di tre ex linee ferroviarie.

Una tutta italiana è a Sanremo, il tratto ferroviario è stato spostato a monte e il vecchio percorso ferrato a un passo, reale, dal mare è diventato una pista ciclabile una meraviglia per ciclisti, pattinatori, runner e camminatori, eventualmente anche per pigri. Qui a tratti troverete la mano dell’architetto che ha ripensato anche il verde, ma il grosso lo ha fatto quel che c’era già nei dintorni in molti casi saggiamente conservato o al massimo traslocato di qualche metro. poi c’è il panorama impagabile.

A Parigi, ho avuto modo di sfruttare in più di un’occasione ospitalità fra Avenue Ledru-Rollin e Rue de Lyon, quindi si scende a Bastille (M) e si fanno quattro passi verso ” casa “. In una prima occasione ho notato la Promenade Plantée, però solo in un secondo soggiorno ci sono andata percorrendone un breve tratto, pioveva. Ha un suo fascino perchè di fatto si vede Parigi ad altezza terzo piano, camminando si ha  una strana sensazione e poi avevo da poco iniziato a correre, l’idea di farlo lì sopra in una città che adoro lo rendeva ancor più bello. Arriva fino a Bercy, prometto la prossima volta vado con le scarpette corro fino a Bercy e ritorno…forse.

La terza è la High Line a New York, speravo di poterla vedere con i miei occhi quest’ autunno, ma il viaggio è sfumato per adesso. Forse qui la mano del paesaggista è più marcata, di quella ricercatezza essenziale che svolta in sofisticato in un attimo, ovviamente per quel che vedo dalle foto.

Magari voi ci siete già stati e potete contribuire nei commenti, molto è visibile da Google Earth come al solito. Concedetevi un week end invernale a Sanremo e provate la pista, se abitate a Parigi o New York…cosa aspettate a invitarmi?

 

Alberata da balcone

sapete quella storia per cui si desidera sempre ciò che non si ha?

ecco io potrei esserne una perfetta rappresentante, ma non sarei sola.

Gli alberi in città sono tutto sommato piuttosto comuni, parchi, viali e giardinetti ne collezionano diversi esemplari, ma i balconi? e se non fosse poi neppure un vero balcone, ma la sua versione rimpicciolita? si può fare !

Entrambe le foto sono state scattate a Torino quest’anno in Giugno. Lo scatto omaggio alla FIAT è stato fatto in pieno centro in via San Francesco da Paola angolo Via Maria Vittoria proprio dietro Piazza Carlina ( Carlo Emanuele II ); l’altra in San Salvario centro pure qui direi Via Baretti vicino a Largo Saluzzo, visibile dalle finestre del Ristorante Scannabue, che vi consiglio ;-).

to the top

Sapete cos’è un roofgarden? no ? ma son sicura che sappiate perfettamente cosa sia un giardino sul tetto !

 Alcuni allestimenti hanno  anche dei risvolti tecnici edilizi non trascurabili, ma qui ci interessiamo solo del “verde”.

Qualcuno ci ha fatto anche un’azienda agricola, come Eagle Street Rooftop Farm, beh ecco magari non so se mi sentirei tranquilla a mangiare verdure nate all’ombra di un camino newyorkese, ma un piccolo hypster vive dentro tutti noi don’t you?

e poi potrebbe capitarmi pure molto più vicino a me.

 Vorrei però proporvi un’ esperienza italiana, torinese, nata in un quartiere – San Salvario – che è stato il mio per tanti anni: Our secret garden.

 Partecipano anche a un concorso internazionale, date anche uno sguardo ai vincitori degli anni passati, il mio favorito è questo.

 In questo documento trovate la storia della realizzazione del loro progetto.

 Spero di avervi dato tanti spunti per passare qualche ora gironzolando nel verde della rete.

A volte ritornano…sul davanzale

Mio marito lavora a Barolo, io ad Alba qualche volta lo raggiungo per pranzo.

Mio marito è puntuale, ma non con me. Aspetto il consorte ciondolando sotto la micro ombra offerta dall’ unico albero davanti al Comune scampato al taglio fatto per far posto e vista agli eventi della manifestazione Collisioni.

La casa davanti alla mia ombra ha dei vasi alle finestre con dentro delle piantine verdoline, striminzite – penso e la bruttura del vaso in plastica completa l’opera.

La vista mi fa un filin difetto, faccio un passo avanti

due

tre

ore le vedo bene, son piantine di pomodoro.

Che dire, dopo qualche secolo il pomodoro torna ornamentale, i Conquistadores ne sarebbero felici.

p.s. l’ultima foto è del 28 agosto, giusto in tempo per la conserva.

frozen Fort Knox

Alle isole Svalbard è stata creata una banca mondiale dei semi.

La preservazione della fitodiversità è fondamentale, le specie vegetali – come tutte le altre – si diversificano, adattano e danno il loro meglio in determinate condizioni. Perdere una specie significa privare l’ambiente dal quale essa proviene di un importante tassello per l’ecosistema generale.

Si tratta di un deposito sotterraneo dove la temperatura rigidissima tutto l’anno garantisce ottimali condizioni di conservazione.

Chi resta senza semi, resta senza cibo per sè, senza cibo per gli animali, senza ombra e senza acqua.

e poi trascurando il valore botanico della faccenda, non trovate che abbia tutto il fascino di un vecchio film di James Bond? io sì, resta solo da capire come i sopravvissuti raggiungeranno le Svalbard…

vi lascio qualche link, buon divertimento

l’immancabile wiki

ufficiale, spulciatelo bene bene è una miniera!

 in italiano, risponde a molte delle domande che forse vi siete fatti.

 un video

Nel caso foste i sopravvissuti e trovaste chiuso alle Svalbard

 

per le varie teorie complottiste avete l’intero web

 

 

 

 

Coincidenze

rieccoci qui.

per una serie di complicate questioni di lavoro e personali, il blog non è stato più aggiornato. Le foto però ho continuato a scattarle tutte le volte che mi sono imbattuta nel verde.

Prima delle partenza per le ferie avevo già un buon proposito: riprendere a bloggare.

Vorrei aggiungere qualcosa in più di mio. Sapete che io non ho alcuna vis bucolica, ma proprio nessuna, ma la decontestualizzazione del verde e la sua ricollocazione mi interessano moltissimo.

Per questo alternerò scatti di verde a link che io reputo interessanti o curiosi.

E le coincidenze del titolo? avete presente la piccola icona del mio avatar che potete trovare nelle risposte ai commenti? beh ecco quella è una piccolissima parte di una – di una serie – opera di Andy Warhol: Flowers, 1964.

In ferie in maniera del tutto casuale a Otranto mi imbatto in una mostra di sue opere ” I  want to be a machine “.  Voi credete alle coincidenze? Io, no.

Continuo a contare sulla vostra partecipazione.

 

rimandati a settembre

La fine della primavera e l’inizio dell’estate sono stati molto, ma molto complicati.

Per alcuni aspetti lo sono ancora, ho trascurato il blog, che ancora neonato merita certamente infinita attenzione e cure.

No, non mi hanno bocciata, solo rimandata a Settembre.

Mi serve ancora un pochino di tempo, ma poco ormai, torneremo voi ed io – ricordate vero? quando avrete ancora la sabbia attaccata alle caviglie.

Siate (im)pazienti e scattate, scattate e scattate.

Cristina

nella foto il porto antico di Genova, da non credere vero?

 

la passione delle palme

Le palme nei gironi della Passione Pasquale e la passione per le palme.

il freddo di questo durissimo inverno le ha lasciate stremate in primavera, alcune non hanno ce l’hanno fatta, altre ripartono stentatamente.

Ho già scritto in un post  che sarebbe il caso di aver maggior attenzione per le piante che si scelgono per il proprio giardino, le piantumazioni di alto fusto dovrebbero essere normate nei regolamenti edilizi comunali, ma la bruttura delle case che vedete di sfondo alle protagoniste ci dice che la strada da percorrere è ancora lunga.

I vivaisti che dovrebbero consigliare, ma che alla fine cedono alle richieste esotiche del mercato sono stati puniti, la foto brumosa ritrae le salme verticali di un vivaio.

le foto sono state scattate in corsa dall’auto in Canove di Govone, Magliano Alfieri, Gallo d’Alba . CN