Indian summer – estate di San Martino

alchechengi

Oggi è San Martino. La festività sicuramente traslata dal paganesimo, segna la fine dei raccolti e l’inizio delle giornate invernali contraddistinte dal freddo e dal ridotto numero di ore di luce. Probabilmente è una delle molte festività invernali legate simbolicamente alla luce, come Santa Lucia per esempio. Fra la metà di ottobre e quelle di novembre  le giornate sono caratterizzati da un clima mite, la leggenda del Santo racconta che egli divise il mantello con un mendicante e Dio per ricompensarlo rese la temperatura più dolce.

Sono numerose le tradizioni legate a questa festa, la più nota è forse la passeggiata notturna con le lanterne fatta dai bambini, ricorda nella tradizione cattolica la fiaccolata che accompagnò il trasporto delle spoglie del Santo, la questua abbinata rievoca le raccolte autunnali.

Nel latifondo per la festa di San Martino i contadini stagionali dovevano lasciare le case del latifondista dopo la semina del grano per farvi ritorno nella stagione agricola successiva. Le ultime attività in campagna erano tradizionalmente la vendemmia, la raccolta delle olive (sud), la semina del grano e la macellazione del maiale, dopo di che c’era il riposo dei campi e degli uomini.

I paesi anglosassoni, la chiamano Indian Summer, ma il significato della festa resta identico: la fine dei raccolti e la semina del grano.

Da San Martino in poi le temperature dovrebbero calare bruscamente facendoci stare in casa molto più di quanto desidereremmo, proviamo però a sfruttare la tradizione del riposo e della calma invernale per pensare anche noi stessi e a cosa ci piacerebbe piantare per l’anno prossimo? non fatevi ingannare, se siete “lunghi” come me fra il pensarci, trovare i semi e comprarli potrebbe essere già primavera inoltrata!

Cosa vorreste coltivare nella prossima stagione primaverile estiva? confesso, io ci penso dalla scorsa primavera quando la bella stagione mi ha fregata sul tempo cogliendomi impreparata, sarà qualcosa di particolare, ai confini con l’inutile, ma mai dire mai.

 

p.s. non trovate i l’Alchechengi assomigli a una lanterna?

 

[Crediti | Immagini: flora.cyclam]

Melograno


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Malum Granatum ossia mela con semi: il frutto è un piccolo tesoro di vitamine, antiossidanti, sali minerali e molte sono le proprietà benefiche accertate. A Capodanno si mangia per augurarsi molta grana e prosperità nell’anno nuovo ed in alcune culture lo si regala alle donne a nozze avvenute, come augurio di fertilità.
Noi lo mangiamo semplicemente perché è buono e divertente da sgranare e sgranocchiare in compagnia.

Jalbog

germoglio

Just a little bit of green, Jalbog,  é nato per raccogliere emozioni verdi, nel tempo e parlandone in giro con le amiche ho capito che poteva “fare di più”.  Io, Cristina, ho una laurea in scienze agrarie è vero ,  vivo in campagna, ma il mio spirito è assolutamente urbano, infatti quello che più mi affascina del verde è il suo uso inconsueto, sperimentale e tecnico. Per le mille strade del web ho conosciuto Francesca, appassionata vera, inseparabile dall’orto Clemente e autenticamene pazza per il verde. Ci siamo scambiate opinioni, consigli e suggerimenti fino a capire che le nostre conversazioni erano la base per il nuovo Jalbog, così adesso in questa casa le padrone sono due.

 Il verde per me è vita oltre che una vera e propria filosofia di vita. Non riesco ad immaginare la mia infanzia senza i frutti colti dagli alberi, i pomeriggi passati a fare capriole e ad annusare l’erba. Ora vivo in città ed ho la fortuna di avere un giardino. E un orto: Clemente è il suo nome per via di tutto ciò che abbiamo sperato da subito di raccogliere. Siamo a novembre e stiamo ancora raccogliendo, mai nome fu così azzeccato. Il verde è una passione,  un amore travolgente verso la vita che sboccia in un piccolo fiore e matura in un frutto. Quest’avventura rappresenta una sfida in piacevole compagnia perché a parlare di verde sono capaci tutti, ma quando si riesce a portare la propria esperienza diretta che col tempo diventa competenza coniugata alle conoscenze tecniche dell’agronomo, non si può che risultare sul pezzo  di diritto. Spero di esserne all’altezza.

                        Francesca

 

Il progetto è  cercare il tocco verde tra il cemento, parlare delle sensazioni che stanno dietro al prendersi cura di una pianta o all’osservare un panorama.

Siamo anche su Instagram, per poter condividere tutto ancora più velocemente.

 

[Crediti | Immagini: Mumtazjilani]

Rehab #1

L’orchidea ha trovato nel davanzale di casa mia il “posto giusto”, ha imparato ad adattarsi alle bagnature irregolari, insomma è bellissima nonostante me.

Non la poto, molti lo fanno e i risultati sono ottimi, io non lo faccio e i risultati sono ottimi. In natura chi pota le orchidee? al massimo la pioggia e gli animali spezzeranno qualche parte nulla di più.

Mia madre che è un noto pollice verde, con le orchidee non ha risultati, semplicemente perché si ostina a tenerle in cucina dove la luce è sbagliata.

Le orchidee sfiorite da almeno un anno mi sono state consegnate ” mettile dove tieni la tua così tornano belle e me le riporti “, come vedete anche mia madre riconosce che la bellezza della mia pianta sia solo una fortunata combinazione.

Questo post è il primo di una serie rehab, una foto alla fine di ogni mese per verificare lo stato delle ragazze malandate. Stay tuned.

Wearable Planter

Pinterest è un incredibile punto di partenza per farsi “un giro nel verde”.

Durante una di queste escursioni ho trovato Wearable Planter, ho contattato Colleen, la padrona di casa, le ho chiesto di poter usare le foto del sito e ho raccontato di questo blog e di come secondo me le creazioni WP ne rispecchino in pieno lo spirito, jewelry for green thumbs – gioielli per pollici verdi.

la loro produzione è molto urban, molto green ed assolutamente geek!  utilizzano infatti la stampa 3D per la creazione dei loro gioielli.

Non siate frettolosi fatevi un bel giro sul sito e spulciatelo tutto, hanno anche le bombe di semi! dovete assolutamente visitare la sezione how to plant non vi vengono già mille idee? a me sì, tipo fare germogliare dei semi in tappo di Bic. Avvisate i parenti, perchè se cominciate a leggere il blog non vi vedranno in giro per un po’

se passate da Atlanta potete comprare direttamente da loro, altrimenti nel negozio on line.

 

 

 

Tex-mex in evo

latta2

una latta che si svuota del contenuto originale

una latta che si riempie di contenuto originale

l’esotico all’italiana in olio extravergine di oliva

 

un grazie al vicino di casa, il signor Domenico, che ha adattato la latta.

Ici la côte

arson

Ci sono posti che sono luoghi del cuore.

Posti che quando ci arrivi sai che sono il tuo posto, anche se non ci avevi mai messo piede prima.

il mio posto è Nizza, che non è esclusiva come Saint Rémy, populaire come Mentone e non toglie il fiato come Eze, ma è il mio posto.

Piazza Arson, Nizza

inatteso e fiorito

questa foto l’ho mostrata ieri sera all’incontro chiacchierante di verde che si è tenuto da Biotique a Torino. E’ un fico d’india direi che non ci sono dubbi, magari non della varietà più bella esteticamente ma è proprio lui.

E’ fiorito nonostante la stagione veramente calda sia iniziata da qualche giorno soltanto, ma il fatto sorprendente che regala alla foto lo spazio sul blog è che la pianta in questione si trova a Borgone di Susa, nella Bassa Valle di Susa, un fico d’india pedemontano insomma!

hanami

Hanami in giapponese significa ” ammirare i fiori (花見).

Hanami è una festa tradizionale nipponica

.

Passo davanti a questo posto tutti i giorni, due volte al giorno, da almeno otto anni. Sì ammiro i fiori, perchè la loro fioritura è molto suggestiva anche se il supermercato ha chiuso e resta solo lo squallore asfaltato di un immenso parcheggio vuoto.

 

appuntamenti

la signora Thatcher al Chelsea Flower del 1971 (foto Getty Images)

 

 

Poche cose sono appaganti come comprare piante e piantine agli eventi specializzati, immaginare un giardino o terrazzo ricco, ma soprattutto praticare un gesto esteticamente quasi perfetto, che ci fa sentire quasi una signora ( o signore ) di campagna inglese.

se poi seccherà tutto in un assolato terrazzino nostrano, beh sarà solo un dettaglio darling.

Tre giorni del Castello di Masino 3-5 maggio

Flora et decora 19-20 aprile

Orticola 10-12 maggio

Fiori sul naviglio grande 14 aprile

Quintessenza  19 maggio

Chelsea flower 21-25 maggio

 

magari ci incontriamo

 

Luffa? why not

Il tempo non è particolarmente clemente da queste parti, ma appena spunterà il sole sarà primavera conclamata. Qualcuno di voi farà l’orto sul balcone o sul tetto magari.

I consigli orticoli li lascio ad altri, il mio suggerimento punta lontano, punta a Natale.

eh lo so sembra lontano, ma fra un attimo sarete al mare, poi a comprare i pennarelli nuovi e poi a impastare panettoni, perciò il consiglio di oggi potrebbe essere azzeccato.

Piantate la Luffa, Luffa aegyptiaca.

Dalla foto l’avrete riconosciuta è quella che comunemente viene detta sugna vegetale, ottima per lo scrub. Di fatto è una zucca, quindi di semplicissima coltivazione, certo ingombra un po’, ma se avete l’orto non ve ne accorgerete nemmeno e se avete un terrazzo dovrete sopportare un po’, ma poco.

Potete piantarla in questo periodo, dovrete poi lasciare che  faccia da sè, quando i frutti cambierano colore, da verde a bruno o giallastro dipende dalla varietà, e vi sembrerà che la buccia sia facilemnte asportabile saranno pronte.

Le sbuccierete, monderete dai semi, laverete e metterete al sole ad asciugare.

Potrete tagliarle a misura desiderata o lasciarle immense !

Con qualche euro di semi  e un bel nastrino avrete il regalo di Natale homemade e quel tantino di radical chic che non guasta mai, e se terrete gli sfridi dei tagli in un barattolo avrete un altro regalo scrub pronto.

(immagini da: Alicia C, Dandelion And Burdock, Taj)

liberiamo una ricetta: budino green.

Collage

 

Just a little bit of green partecipa all’iniziativa Liberiamo una ricetta.

E’ un budino semplicissimo, la ricetta, facile,  a casa mia il ” poco dolce ” non è apprezzato. Ha un gusto semplice, infantile, il bimbo lo mangia così, noi grandi mitighiamo con una spolverata di polvere di tè matcha, che corregge a meraviglia la stucchevolezza della vaniglia.

750 grammi di latte
100 grammi di zucchero
40 grammi fecola
mezza fialetta di vaniglia ( o stecca )
1 uovo
mezzo cucchiaino di tè matcha

 mescolo tutto insieme porto sul fuoco a fiamma bassissima e mescolo. Pazienza, non alzate la fiamma al bollore e al grado di densità gradito spegnete, togliete dal fuoco e dopo un minuto versate nel contenitore o contenitori finali. Mettere in frigo per qualche ora. A noi piace a temperatura ambiente e quando è in tavola lo spolevriamo di verde.

“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web“.