Etichette

etichette orto
Avete seminato le vostre piantine? e le etichette? direttamente nell’orto o in semenzai domestici avrete fatto delle etichette per ricordare cosa ci sia proprio in quel vasetto lì. I più esperti, o navigati, lo sapranno già o lo avranno provato con l’esperienza, non tutte le penne sono adatte a per fare i cartellini. Anche se non avete seminato in pieno campo, evitando il rischio della pioggia, certamente dovrete bagnare/inumidire il semenzaio, quindi l’acqua è sempre in agguato.

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Soprattutto nel caso di semenzai grandi o semine di diversi tipi di piante non sapere più cosa si è seminato potrebbe essere un bel problema. Ho fatto qualche esperimento domestico, sapendo già quale sarebbe stato il risultato. Ho utilizzato una normale penna biro, un pennarello e una matita, per “bagnare” uno spruzzino con acqua.

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Il pennarello appena bagnato si è dissolto, peccato fare i cartellini tutti colorati sarebbe bellissimo. Stessa sorte capita ai pennarelli indelebili, ci vuole solo qualche minuto in più.

La biro rispetto al pennarello ha resistito un pochino di più e forse la leggibilità non era neppure particolarmente compromessa, ma la sbavatura era bella evidente e molto poco carina.

La matita ha dato il risultato perfetto, ma lo sapevo già, diciamo una di quelle informazioni per le quali vale pagare anni di rette universitarie. La matita resiste all’acqua, non sbava e non svanisce, fateci caso nei vivai le etichette sono tute scritte a matita. Certo esistono penne resistenti all’acqua ma non costano pochi centesimi e se scordate di mettere il tappo diventano inutilizzabili, quindi affidiamoci alla vecchia cara grafite, sorella del diamante.

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L’orto sul balcone: benvenuti in Zappa&thecity.

Oggi nasce una nuova rubrica per il Jalbog: Zappa&theCity.

L’intento è quello di dedicare una serie di post agli orti sul balcone, descriveremo le attrezzature necessarie e seguiremo la crescita delle piante e i relativi raccolti.
Abbiamo una testimonial d’eccezione, un’amica che da qualche tempo ha scelto di sostituire i suoi vasi di fiori con vasi di cicoria e spinaci, insalata e pomodori: Silvia.
La ringraziamo per aver accettato il nostro progetto e per la sua condivisione con chi ci segue.

Zappa

Possiede quattro vasi grandi in cui ha alternato diverse colture, ha appena effettuato il primo raccolto 2014 di cicoria da taglio che ha seminato a ottobre 2013 (le insegneremo presto a seminare un po’ più fitto…)

cicoria da taglio

Le abbiamo fatto seminare spinaci, che in una settimana sono germogliati (le consiglieremo anche di non inzuppare così tanto i semi e la terra…)

spinaci germogliati

Abbiamo la presunzione di diventare le sue guide per zappare in the City e condividiamo con lei il motivo per cui bisogna fare un orto sul balcone, oltre che per la passione per il verde, la passione per la bruschetta.

bruschette

Insomma, Silvia in questo ruolo è perfetta e non poteva capitare in mani migliori.

A presto con i primi post.

Coprivaso in maglia

coprivaso maglia 

Un coprivaso è quello che ci vuole quando i vasi sono bruttini, i vasi di plastica sono molto diffusi per leggerezza e praticità, ma sono inguardabili. Sono una knitter imbranata, non come Francesca che è un fenomeno, quindi mi cimento con cose semplici. Cosa occorre? lana 100% acrilica, così se si bagna non puzza e non marcisce, io l’ho comprata in un grande magazzino cinese, un gomitolo gigante da lavorare con i ferri n.8 è costato meno di due euro. Ho fatto un manicotto et voila, il coprivaso in maglia è servito.

Tempo di lavorazione 30′, ma se siete brave anche molto, molto meno! Se non sapete da che parte iniziare con i ferri buttatevi con fiducia nei tutorial di youtube, io ho imparato così soprattutto da quelli della bravissima Emma Fassio.

 

Lumache

lumachicida_rev

Maledette lumache. Ho trapiantato nell’aiuola eretica le piantine di rabarbaro che avevo amorevolmente seminato in casa. Avrei dovuto aspettare che avessero almeno quattro foglie definitive, ma ero ansiosa di inaugurare la mia eresia, quindi. Ho messo a dimora le piantine a una distanza inferire a quella consigliata sapendo che se avessero attecchito tutte alcune ne avrei dovute estirpare alcune per lasciare a ciascuna lo spazio adeguato, 60-90 cm circa. Mi hanno tolto il dubbio su cosa eliminare  e cosa tenere, le lumache si sono mangiate la sei su dieci piante. Sono corsa ai ripari. Ci sono persone che usano la birra, scavano ” fossati ” li foderano di plastica impermeabile e li inondano di birra, suppongo che le lumache siano attratte dal profumo della bevanda e poi ci affoghino miseramente dentro; altri usano i fondi di caffè, ignoro se ostacolino la marcia delle nostre o faccia venire loro voglia di un cappuccino e spinte da ciò si dirigano altrove. Ho riseminato altro rabarbaro, ormai è tardissimo, vediamo che ne sarà e protetto con parti di bottiglie di plastica.

Io uso la chimica, sì lo so nella mente delle persone gli agronomi sono naturalisti, ma no, non lo sono e io meno della media. Ho comprato un lumachicida, lo vedete nella foto, bello blu sintetico e alieno alla terra, e adesso vediamo chi comanda.

Come si pianta l’insalata?

Quando si decide di destinare un vaso o una aiuola dell’orto per l’insalata, la si deve piantare o trapiantare nel caso di insalata seminata. Una volta concimato, smosso e sistemato il terreno bisogna fare dei buchi equidistanti con un bastone o con l’aiuto di un manico di un attrezzo tipo zappa o rastrello.
La distanza giusta tra una pianta e l’altra, nel nostro caso insalata gentile, è di circa una trentina di centimetri.
Finito il lavoro, annaffiare e contemplare ammirati l’insalata che da subito comincia ad ambientarti e crescere.
Buon lavoro!

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Via le coperte!

Le semine sono tutte spuntate, le temperature sono in salita -spero tanto che ci rimangano- e ho preso coraggio e tolto le coperture di tessuto non tessuto.
Ora non ci rimane altro che annaffiare, preferendo il mattino e attendere.

Abbiamo poi deciso di ampliare l’orto, vogliamo raggiungere una forma quadrata con più aiuole: nei prossimi post, lavori e tempo permettendo, vi terremo aggiornati.

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Spinaci seminati, mangiati anche per colazione.

Le prime semine fatte nell’orto sono germinate.
Questi in foto sono spinaci, ancora una settimana di attesa e finiranno in insalata. Sì, li mangeremo crudi, anche non conditi, perché il loro gusto è meraviglioso. C’è chi ne centrifuga le foglie con qualche goccia di limone e ci fa colazione per il loro apporto di sali minerali preziosi, noi non siamo mai stati così alternativi, ci limitiamo a mangiarne quantità industriali ai pasti.

In un orto non dovrebbero mai mancare perché sono piante rustiche, resistenti e non richiedono cure particolari se non abbondanti annaffiature. Possono essere posizionati in aiuole in pieno sole o in penombra, seminati a spaglio o in righe.
In pratica, gli spinaci seminati, danno davvero tanta soddisfazione. (anche in vaso sul balcone)

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La terra è bassa

Orto da balcone (1)

 

Se siete neofiti del giardinaggio avrete scoperto che la terra è bassa e che nessuna palestra o corsa preparano alla zappa.

Se siete orticoltori o giardinieri esperti, tutto questo lo sapete già. Sul balcone spesso lo spazio latita, ma perchè tenere l’orticello domestico a livello del suolo? non c’è motivo, non serve molta terra per dar vita alle piccole produzioni familiari, quindi con poca spesa potete allestire l’orto sul balcone ad un’altezza compatibile con le schiene meno allenate.

Spesa stimata pochi euro, e al piano terra lasciate le aromatiche che richiedono meno cure.

Seguiteci sulla nostra pagina FaceBook, domani un allestimento tutto con materiale di recupero!

La serra calda, orto eretico #4

Vi ricordate vero che ho scelto di provare a piantare alcune specie esotiche? ma esotiche sul serio, robe da zona tropicale: lemon grass e zenzero. Ho fatto una piccola ricerca e per la germinazione di queste due specie servono almeno 23°C, ma non dell’aria, ma del suolo. Quindi per non aspettare agosto – e perchè morivo dalla voglia di pasticciare un po’ – ho allestito una piccola serra riscaldata.

serra

Ho utilizzato una scatola di plastica con coperchio, nulla di speciale, l’ho rubata a mio figlio che ci teneva i lego. L’obiettivo era avere un piccolo ambiente riscaldato, un germinatoio. Mi serviva quindi un elemento riscaldante e un termostato, infatti la temperatura deve essere controllata. Su ebay ho acquistato una resistenza riscaldante di quelle che si usano per i terrari e acquari di rettili o specie tropicali e un termostato dello stesso genere. La resistenza è da 50W e il termostato è il più semplice che ho trovato, spesa totale spedizione compresa 19.70€. Potreste spendere anche meno su ebay tedesco e inglese. Perché il calore della resistenza non si disperdesse attraverso il fondo ho ritagliato un pezzo di parasole dell’auto, super riflettente e un buon isolante, si taglia semplicemente con le forbici nei negozi di cineserie ve la cavate con meno di due euro.

resistenza

Sul fondo del contenitore ho messo qualche tappo di sughero in modo che il sottovaso in plastica non fosse a diretto contatto con la resistenza, il mio sottovaso è in realtà un vecchio contenitore Tupperware del quale ho smarrito chissà dove chissà quando il tappo :-). Ho poi seminato e lemon grass e zenzero in contenitori di fortuna.

serra interno

E’ troppo presto per gioire, ma i lemon grass dopo una settimana è germinato, solo qualche seme per ora, ma è un ottimo segno! lo vedete qui sopra che spunta timidamente dal porta uova riciclato a vasetto di semina.

Se ci volete provare anche voi sappiate che la mia scatoletta è circa 40cmx25cmx25cm, la resistenza è lunga circa 80cm, ricordate di aprire un po’ il coperchio di tanto in tanto onde evitare molta condenza al’interno che rischierebbe di fr ammuffire tutto.

 

 

Gerani zonali.

É ora di mettere all’aria aperta i gerani che hanno passato l’inverno indenni nella piccola serra del giardino.
Devono essere solo ripuliti da foglie e fiori secchi, concimati con un prodotto apposito ed il gioco é fatto.

Una curiosità: sapevate che per il ricovero invernale non vanno potati? Questo per permettere alla pianta di rimanere protetta proprio da ciò che si secca.

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