Coprire l’insalata.

Le temperature sono in calo un po’ ovunque in Italia, arriva il freddo e se anche voi avete un orto e ancora delle piante di insalata, copritele. Anche se esistono dei tipi di insalata più resistenti di altri, è bene proteggere le piante con una copertura per ripararle dalle gelate e raccoglierle e gustarle indenni, -al massimo con qualche lumaca all’interno che cerca un po’ di caldo e mangia il cuore, ma questa è un’altra storia-.

Personalmente uso del tessuto non tessuto, mi trovo bene anche in primavera per le semine e dura anni visto che basta una lavata veloce tra un utilizzo e l’altro; si può acquistare in tutti i negozi specializzati e costa pochi euro.

L’unica attenzione da prestare è quella di non schiacciare troppo le piante, ma lasciare loro un pochino di spazio.

E voilà!

insalatacoperta

 

Limone: le cure d’inverno.

Non penso che sia difficile da credere: io ho l’Agronomo di Fiducia (AdF). Non è una cosa da tutti e sono certa che tutte le mie piante lo sappiano, perché da quando ho l’Agronomo di Fiducia, stanno tutte meglio.

A maggio mi hanno regalato una pianta di limone, che in Alto Adige non è proprio una pianta tipica, ed in questi giorni in cui la temperatura è arrivata a pochi gradi sopra lo zero, mi sono dovuta occupare di lei visto anche che è piena di fiori e carica di potenziali frutti. Con il freddo le foglie si sono ingiallite, non di molto, ma per me che sono una coltrice attenta, la differenza è stata piuttosto evidente.

“Potrebbe essere che ha la @+*§£%&.” sentenzia l’agronomo.

“Ok, dunque?” dico io.

“Il limone è una pianta che “puppa” (consuma) molto, devi concimare e se la pianta è quella che hai fotografato, cambia vaso.”

“Ok Agronomo di Fiducia, grazie.”

limone

 

La pianta è alta circa un metro ed il vaso in cui l’hanno venduta è di 22 centimetri di diametro, la prima cosa da fare, oltre a ricoverarla in casa in un posto luminoso e non troppo caldo, sarà quella di cambiare il vaso con uno leggermente più grande. Questo è il periodo più giusto per fare il travaso, l’AdF dice che al massimo perderò qualche frutto, ma la pianta starà da subito molto meglio. Mi è stato anche consigliato, di mettere un po’ di stallatico pellettato a contatto con le pareti del vaso, consiglio che seguirò di certo visto che ho quello in polvere e che mi sarà facile aggiungerlo alla torba.

Una volta spostato, procederò con la concimazione con un prodotto specifico per agrumi, non sono una brava chimica e dunque mi affiderò alle miscele che si trovano al consorzio agrario.

Attenderò di cogliere i frutti che al momento sono già sull’albero, che i fiori sboccino e prima o poi ricompenserò l’AdF con una limonata (o una tisana al limone vista la stagione), che il limone è pieno di vitamine e fa sempre bene.

 

Verde è la risposta.

Inauguriamo una nuova categoria: “Contributi verdi” che racchiuderà i contributi e le collaborazioni, le foto ed i racconti di chi ci segue o chi amiamo e ci piace leggere anche qui sul jalbog. Quello che segue è un racconto verde scritto da Gaetano Buson aka El_gae del blog Stratobabbbo, un racconto in pieno stile Nicchione, buona lettura!colore_verde1

Chiedono i miei figli: “Perché Hulk è verde?”

È verde di rabbia Hulk, come dargli torto?

È verde come la minestra di verdura che mangiano i bambini per diventare verdi e forti come Hulk, che poi si accorgono che non è quello e si incazzano, ma loro non diventano verdi. Questo lo fa diventare verde.

È verde come i piselli, può avere un eroe il colore di un pisello?

È verde perché non conosceva Lou Reed ma è stanco di ascoltarsi solo “Perfect Day”

Che non è perfetto un cazzo se anche oggi sei verde, o al verde.

È verde perché c’è gente che lo giudica non in quanto verde ma perchè trasmette un immagine di sé verde ed il verde non si comunica, non è geek o cool o altro che non sa cosa significhi e lo fa incazzare e diventare verde.

È verde perché ha amici che stanno male e non sa neppure cosa o chi rompere per questo

È verde perché chi ha più fortuna non ha neppure la decenza di accorgersene.

È verde perché comunque sarebbe bello potersi lamentare se non fosse per quelli che stanno peggio.

È verde perché a lui non lo uccide nessuno ma il dolore lo sente eccome ed almeno non è anestetizzato a bersi tutto quello che gli dice la tv.

È verde perché qualcuno dovrà pur accorgersi che certe radio passano solo merda

È verde perché tutti criticano il dilagare di Halloween e poi ci fosse uno che gli suona il campanello per fargli davvero lo scherzetto.

È verde perché, alla fine, lui non tromba meno di tutti, anche di quello sfigato di Peter Parker, anche di quel secchione insulso di Clark Kent, e lui niente. Tutte lì a chiedersi come sia possibile che i pantaloni non si strappino. Hai voglia di dire che la dimensione non conta.

È verde perché gli tocca correre scalzo ed ormai c’è poco verde dappertutto e l’asfalto gli irrita i piedi.

È verde ed al verde, come il pane di chi non arriva a fine mese,

Non c’è pane verde? Infatti. Non c’è pane.

È verde ogni volta che serve una coccarda rosa per ricordare un ragazzo e non un bambino che è nato.

È verde quando si giudica per il colore e non per altro.

Che non può essere bionda tua figlia se tu sei verde.

È verde perché il verde lo associano alla Lega e lui non ci si riconosce, troppo gretti, per lui.

È verde, ma tanto verde, perché alla fine nessuno pare avere più il coraggio di diventarlo: se stanno tutti lì un giorno ad indignarsi e poi passa tutto, la bacheca propone nuovi sensazionalismi ed il tuo verde non è più priorità.

Invece lui rimane verde, ostinato e coerente.

E non vorrebbe perché diventare verde è solitudine e paura.

Ed invece lui lo sa che non bisogna rinunciare ad indignarsi ed incazzarsi e spaccare, se serve, per lo meno i marroni.

Che se lo facessero tutti forse diventerebbe meno verde e, comunque, si sentirebbe meno solo.

Lui lo sa che quel verde serve al mondo.

L’orto invernale in vaso in poche mosse.

Anche in inverno si può mangiare insalata coltivata, quello che segue è un semplicissimo tutorial per realizzare una piccola aiuola per farlo in casa.

Serviranno delle piantine di insalata, qui scarola e radicchio invernale, un sacco di terriccio, una cassetta, un sacchetto di plastica e delle mollette.

materiale necessario

 

Foderare la cassetta con la plastica e fermarla con delle mollette.

preparazione cassetta

 

mettere la terracassetta con la terra

 

e piantare le insalate

le paintine

 

e… fatto!a dimora

 

La cassetta va posta in un luogo fresco e riparato, sul balcone se possedete una serra fredda o all’esterno se le temperature lo consentono, altrimenti in cantina o garage purché ci sia luce.

cassetta  e insalata a dimora

 

Oltre all’insalata si possono piantare nello stesso modo cavoli e broccoli. Si possono seminare anche biete, spinaci e crescione,radicchi e insalatine miste.

Seguiremo la crescita di queste piantine in diretta e vi terremo aggiornati. Chi ha voglia di provare con noi? Aspettiamo qualche foto!

Nasturzi: la raccolta dei semi

Le temperature qui sono precipitate e anche io mi sono precipitata a raccogliere gli ultimi semi rimasti perché temo le gelate.
Questa è una pianta di Nasturzi con i suoi semi

nasturzi3

Vanno colti e conservati in un luogo asciutto ma prima di metterli via attenderò qualche giorno affinché si secchino. In primavera poi, basterà trovare loro un posto ed in pochissimi giorni avremo delle piante nuove.

Melograno


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Malum Granatum ossia mela con semi: il frutto è un piccolo tesoro di vitamine, antiossidanti, sali minerali e molte sono le proprietà benefiche accertate. A Capodanno si mangia per augurarsi molta grana e prosperità nell’anno nuovo ed in alcune culture lo si regala alle donne a nozze avvenute, come augurio di fertilità.
Noi lo mangiamo semplicemente perché è buono e divertente da sgranare e sgranocchiare in compagnia.

Jalbog

germoglio

Just a little bit of green, Jalbog,  é nato per raccogliere emozioni verdi, nel tempo e parlandone in giro con le amiche ho capito che poteva “fare di più”.  Io, Cristina, ho una laurea in scienze agrarie è vero ,  vivo in campagna, ma il mio spirito è assolutamente urbano, infatti quello che più mi affascina del verde è il suo uso inconsueto, sperimentale e tecnico. Per le mille strade del web ho conosciuto Francesca, appassionata vera, inseparabile dall’orto Clemente e autenticamene pazza per il verde. Ci siamo scambiate opinioni, consigli e suggerimenti fino a capire che le nostre conversazioni erano la base per il nuovo Jalbog, così adesso in questa casa le padrone sono due.

 Il verde per me è vita oltre che una vera e propria filosofia di vita. Non riesco ad immaginare la mia infanzia senza i frutti colti dagli alberi, i pomeriggi passati a fare capriole e ad annusare l’erba. Ora vivo in città ed ho la fortuna di avere un giardino. E un orto: Clemente è il suo nome per via di tutto ciò che abbiamo sperato da subito di raccogliere. Siamo a novembre e stiamo ancora raccogliendo, mai nome fu così azzeccato. Il verde è una passione,  un amore travolgente verso la vita che sboccia in un piccolo fiore e matura in un frutto. Quest’avventura rappresenta una sfida in piacevole compagnia perché a parlare di verde sono capaci tutti, ma quando si riesce a portare la propria esperienza diretta che col tempo diventa competenza coniugata alle conoscenze tecniche dell’agronomo, non si può che risultare sul pezzo  di diritto. Spero di esserne all’altezza.

                        Francesca

 

Il progetto è  cercare il tocco verde tra il cemento, parlare delle sensazioni che stanno dietro al prendersi cura di una pianta o all’osservare un panorama.

Siamo anche su Instagram, per poter condividere tutto ancora più velocemente.

 

[Crediti | Immagini: Mumtazjilani]