Letamazione, dai diamanti non nasce niente…

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Le temperature di questo autunno hanno concesso agli orti qualche settimana produttiva in più. Se non avete osato l’orto invernale, rassegnatevi la stagione dell’autoproduzione è finita, davanti a voi ci sono mesi di riposo, per rinascere contadini a primavera!

L’inverno potrebbe essere il momento buono per una bella concimazione “pesante” anche su terreni dove in primavera progettate di seminare il prato. In inverno la concimazione del terreno nudo, cioè senza piante, si fa classicamente con il letame.

Se avete la possibilità di procurarvi del letame da qualche allevatore di bovini o cavalli, potete prelevarlo adesso e lasciarlo sul terreno a maturare per tutto il periodo più freddo anche in piccoli mucchi, lo spanderete e interrerete adeguatamente ai primi tepori primaverili. Il letame già maturo non è facile da trovare, ma se ci riuscite potrete rimandare l’operazione alla preparazione del letto di semina primaverile, idem per lo stallatico pellettato.

ma quanto letame utilizzare?

qui non parliamo di pieno campo, voi dovrete letamare forse qualche decina di metri quadrati sul retro di casa, dove poi farete l’orto. Non peserete il letame perchè ne avrete poco e ve lo porteranno o in secchi o insacchettato alla meno peggio e voi non peserete quella robina lì !

quindi se avete presente la pala da neve orientatevi con due belle generose palate per metro quadrato, lasciatele lì.  Potrebbe servirne di più, ma prima di esagerare e fare danni procedete per gradi, usate la vostra “prima volta” per fare esperienza. Sì un pochino puzza, ma mica starete al freddo e al gelo ad inspirare profondamente in giardino no?

in primavera zappate o motozappate interrando tutto, procedendo come al solito nella preparazione del letto di semina.

Se state cambiando il vaso a piante che in inverno “si riposano” potete aggiungere un po’ si stallatico pellettato alla terra – potrebbe andare bene alche il letame maturo – disponetelo lontano dalle radici, lo stallatico non dovrebbe “bruciare” più, ma fidarsi è bene …….

Le dosi per lo stallatico sono sul sacco, marche diverse dosi diverse attenetevi a quelle. Se il vostro orto è composto da terra riportata, da cantiere per capirci, vedrete il miracolo del letame al prossimo raccolto, la struttura del terreno ne avrà benefici grandissimi.

p.s. non considerate fra le opzioni letame suino o pollina (deiezioni dei polli).

 

[Crediti | Immagini: my stification]

Il vaso è mobile


vaso nizza

Le piazze servono, è nella storia e nei fatti.

Un grande evento richiede spazio, un concerto o un mercato vogliono spazio, superficie.

Le piazze richiedono decoro, forma e ombra, l’aggregazione richiede ombra, ma non sempre.

Allora l’albero va messo in vaso, reso mobile, spostabile e riposizionabile.

L’albero non caratterizza la piazza, non più, a seconda dell’occasione non lo trovereste.

L’albero non è più padrone di casa è ospite.

vaso barolo

Nelle foto due esempi, nel cassone metallico sono stati riposizionati gli alberi nella via principale, dove via Roma si allarga in una piccola piazza. Gli alberi erano piantati a terra ma sono stati tagliati quasi tre anni fa per fare spazio agli eventi del festival Collisioni. I giganteschi vasi di coccio sono a Nizza (F)  in place Gautier, fra il mercato di Cours Saleya e la Prefettura, ospita mercatini brocante e il surplus di Saleya.

 

 

Indian summer – estate di San Martino

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Oggi è San Martino. La festività sicuramente traslata dal paganesimo, segna la fine dei raccolti e l’inizio delle giornate invernali contraddistinte dal freddo e dal ridotto numero di ore di luce. Probabilmente è una delle molte festività invernali legate simbolicamente alla luce, come Santa Lucia per esempio. Fra la metà di ottobre e quelle di novembre  le giornate sono caratterizzati da un clima mite, la leggenda del Santo racconta che egli divise il mantello con un mendicante e Dio per ricompensarlo rese la temperatura più dolce.

Sono numerose le tradizioni legate a questa festa, la più nota è forse la passeggiata notturna con le lanterne fatta dai bambini, ricorda nella tradizione cattolica la fiaccolata che accompagnò il trasporto delle spoglie del Santo, la questua abbinata rievoca le raccolte autunnali.

Nel latifondo per la festa di San Martino i contadini stagionali dovevano lasciare le case del latifondista dopo la semina del grano per farvi ritorno nella stagione agricola successiva. Le ultime attività in campagna erano tradizionalmente la vendemmia, la raccolta delle olive (sud), la semina del grano e la macellazione del maiale, dopo di che c’era il riposo dei campi e degli uomini.

I paesi anglosassoni, la chiamano Indian Summer, ma il significato della festa resta identico: la fine dei raccolti e la semina del grano.

Da San Martino in poi le temperature dovrebbero calare bruscamente facendoci stare in casa molto più di quanto desidereremmo, proviamo però a sfruttare la tradizione del riposo e della calma invernale per pensare anche noi stessi e a cosa ci piacerebbe piantare per l’anno prossimo? non fatevi ingannare, se siete “lunghi” come me fra il pensarci, trovare i semi e comprarli potrebbe essere già primavera inoltrata!

Cosa vorreste coltivare nella prossima stagione primaverile estiva? confesso, io ci penso dalla scorsa primavera quando la bella stagione mi ha fregata sul tempo cogliendomi impreparata, sarà qualcosa di particolare, ai confini con l’inutile, ma mai dire mai.

 

p.s. non trovate i l’Alchechengi assomigli a una lanterna?

 

[Crediti | Immagini: flora.cyclam]

Macroelementi N P K – fertilizzazione

boston public library

Ebbene sì, abbiamo optato per iniziare con un post tecnico, ma niente di difficile.

La fertilizzazione è per la maggior parte delle persone l’estremo gesto pietoso nei confronti di qualche pianta da appartamento. Di solito la moribonda é un dono di qualcuno a cui si tiene e il coraggio di gettarla nel bidone dell’umido senza un ultimo tentativo di “rianimazione” pare sconveniente.

Al supermercato, o al centro per il fai da te, ci sono pareti intere di prodotti e in tutte le formulazioni possibili, dal pronto all’uso al granulare.

Su tutte le confezioni di fertilizzante sono riportate tre lettere, N P K, e tre numeri.

Le lettere indicano i tre elementi cardine attorno ai quali ruota la fertilizzazione: N azoto, P fosforo e K potassio. I numeri corrispondono alle percentuali in peso degli elementi sul totale. Sono detti macroelementi perché necessari alle piante in maggiore quantità rispetto ai microelementi, altrettanto impotanti e dei quali prima o poi parleremo.

A questo punto cosa scegliere? sarà più semplice valutare il prodotto che fa per voi sapendo a cosa serve ciascuno.

N azoto

E’ ciò che potremmo ricondurre a un ricostituente generale, stimola la crescita e l’emissione di nuove foglie. La capacità fotosintetica ne ha giovamento e il colore della pianta assume toni di verde decisi. Un eccesso porta a sviluppo eccessivo non compensato da adeguata consistenza dei tessuti, alcune parti della pianta potrebbero irrimediabilmente piegarsi. Senza contare che i tessuti ” teneri” – ricchi d’acqua –  sono più facilmente attaccabili da parassiti.

P fosforo

Il fosforo favorisce il corretto sviluppo dei fiori e la corretta allegagione, ovvero il passaggio dal fiore al frutto. Carenze determinano piante poco sviluppate,  anomalie fogliari per colore e innesto al fusto, ma soprattutto ritardi nella fioritura e fruttificazioni imperfette. Macroelemento significativamente presente nei suoli di rado è assente.

K potassio

Questo elemento partecipa alla formazione degli zuccheri e delle strutture più complesse che da essi sono composte, passando dagli amidi fino alla lignina. E’ evidente quindi come il potassio abbia un ruolo fondamentale per la rigoglio generale della pianta conferendo resistenza ai tessuti e stimolando la produzione di frutti con adeguato volume – pezzatura – presenza di zuccheri e colore.

 

Le piante adeguatamente fertilizzate riescono a combattere attacchi parassitari e malattie in autonomia con maggior efficacia, ma se avete dimenticato la peonia in un angolo del cortile per tutta l’estate, come ho fatto io, non resta che recuperare il vaso e buttare il resto nel mucchio del compostaggio.

 

 

[Crediti | Immagini: Boston Public Library]

 

 

 

 

Rehab #1

L’orchidea ha trovato nel davanzale di casa mia il “posto giusto”, ha imparato ad adattarsi alle bagnature irregolari, insomma è bellissima nonostante me.

Non la poto, molti lo fanno e i risultati sono ottimi, io non lo faccio e i risultati sono ottimi. In natura chi pota le orchidee? al massimo la pioggia e gli animali spezzeranno qualche parte nulla di più.

Mia madre che è un noto pollice verde, con le orchidee non ha risultati, semplicemente perché si ostina a tenerle in cucina dove la luce è sbagliata.

Le orchidee sfiorite da almeno un anno mi sono state consegnate ” mettile dove tieni la tua così tornano belle e me le riporti “, come vedete anche mia madre riconosce che la bellezza della mia pianta sia solo una fortunata combinazione.

Questo post è il primo di una serie rehab, una foto alla fine di ogni mese per verificare lo stato delle ragazze malandate. Stay tuned.

Wearable Planter

Pinterest è un incredibile punto di partenza per farsi “un giro nel verde”.

Durante una di queste escursioni ho trovato Wearable Planter, ho contattato Colleen, la padrona di casa, le ho chiesto di poter usare le foto del sito e ho raccontato di questo blog e di come secondo me le creazioni WP ne rispecchino in pieno lo spirito, jewelry for green thumbs – gioielli per pollici verdi.

la loro produzione è molto urban, molto green ed assolutamente geek!  utilizzano infatti la stampa 3D per la creazione dei loro gioielli.

Non siate frettolosi fatevi un bel giro sul sito e spulciatelo tutto, hanno anche le bombe di semi! dovete assolutamente visitare la sezione how to plant non vi vengono già mille idee? a me sì, tipo fare germogliare dei semi in tappo di Bic. Avvisate i parenti, perchè se cominciate a leggere il blog non vi vedranno in giro per un po’

se passate da Atlanta potete comprare direttamente da loro, altrimenti nel negozio on line.

 

 

 

Tex-mex in evo

latta2

una latta che si svuota del contenuto originale

una latta che si riempie di contenuto originale

l’esotico all’italiana in olio extravergine di oliva

 

un grazie al vicino di casa, il signor Domenico, che ha adattato la latta.

Ici la côte

arson

Ci sono posti che sono luoghi del cuore.

Posti che quando ci arrivi sai che sono il tuo posto, anche se non ci avevi mai messo piede prima.

il mio posto è Nizza, che non è esclusiva come Saint Rémy, populaire come Mentone e non toglie il fiato come Eze, ma è il mio posto.

Piazza Arson, Nizza

inatteso e fiorito

questa foto l’ho mostrata ieri sera all’incontro chiacchierante di verde che si è tenuto da Biotique a Torino. E’ un fico d’india direi che non ci sono dubbi, magari non della varietà più bella esteticamente ma è proprio lui.

E’ fiorito nonostante la stagione veramente calda sia iniziata da qualche giorno soltanto, ma il fatto sorprendente che regala alla foto lo spazio sul blog è che la pianta in questione si trova a Borgone di Susa, nella Bassa Valle di Susa, un fico d’india pedemontano insomma!

far east

Il contributo di oggi arriva da lontano, è arrivato anche un bel po’ di tempo fa, ma qui le cose vanno a rilento. Non conoscevo questo blog prima che Federica mi contattasse, adesso per me è impossibile non andare a sbirciare da questa finestra sull’Asia!

La natura ricorre spesso nei post di Mamma in Oriente, lì il “verde” è talmente potente che ignorarlo diventa impossibile. Lascio la parola all’ospite

Sono Italiana, ma ora vivo in Thailandia per il lavoro di mio marito.

A casa, sulle colline bolognesi, con non poca tristezza, ho lasciato il mio giardino, la mia creatura, la mia passione. Ho fortemente voluto che anche la nuova casa in Thailandia ne avesse uno.
Un giardino inevitabilmente molto diverso.
E io, che potevo considerarmi quasi un’esperta, qui sono tornata ad essere una principiante: un nuovo mondo di piante da conoscere e la felicità, quasi ogni giorno, di scoprire un nuovo fiore sbocciato in giardino  

hanami

Hanami in giapponese significa ” ammirare i fiori (花見).

Hanami è una festa tradizionale nipponica

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Passo davanti a questo posto tutti i giorni, due volte al giorno, da almeno otto anni. Sì ammiro i fiori, perchè la loro fioritura è molto suggestiva anche se il supermercato ha chiuso e resta solo lo squallore asfaltato di un immenso parcheggio vuoto.