Aiuola eretiche nell’orto

lemon grass

Sono l’agronomo snaturato, se non lo sapevate, peccato ora siete avvertiti. L’autoproduzione non mi interessa, coltivare per mangiare lo rispetto profondamente, ma non fa per me. Coltivo o allevo piante solo per scopi che posso ricondurre per lo più alla curiosità e alla ostinazione di avere quello che non posso. Mio marito è un agronomo serio e perfino amante della natura, lui nell’orto si rilassa, ma anche io se c’è una sdraio, un ombrellone e il quotidiano di giornata, per il resto non scherziamo: la terra è bassa. Quest’anno ho deciso di coltivare un po’ di quelle piante che gli chef utilizzano in cucina e che quando le sentiamo nominare diciamo seeeee vabbè oppure e che cazz’è?

Per alcune di esse credo che avrò seri problemi di germinazione, perchè sfortunatamente la provincia di Cuneo, non gode di un clima tropicale, almeno non per adesso!  Pronti? eccole qui:

lemon grass

zenzero

goya chanpuru

rabarbaro *

pak choi

basilico thai

coriandolo

aneto

mentuccia romana **

 

* l’esotico del nord

**beh alle volte l’esotico non lo è poi così tanto

 

fa un po’ maggiori dettagli su messa a dimora e “grane” di germinazione

 

 

Seed swap 2014, scambio semi

SEED SWAP (4)

 

Cos’è?

uno scambio di semi, riceverai dei semi di fiori o di piante da orto, li riceverai da un altro partecipante abbinato a te da noi di JALBOG

 

Perchè?

se hai dei semi e vorresti scambiarli

se non hai dei semi,ma vorresti riceverne

per avere un davanzale fiorito o un mini-orto

per condividere una passione

 

Come e Quando?

dovrai effettuare una spedizione postale a tuo carico, circa 0,70 €, oltre ai semi ovviamente. Iscriviti entro il 14 febbraio  dando la tua disponibilità a partecipare allo scambio, ti invieremo le istruzioni:

 info@justalittlebitofgreen.com   oppure  Sowing the seeds of Love

Insalata sul balcone in progress

insalata

Avevo messo a dimora alcune piantine di insalata invernale, ricordate?

Scommetto che avete perso il sonno pensando a che fine abbia fatto. Vi restituisco a Morfeo dicendo che per un po’, qualche settimana, è rimasta sulla terrazza posizionata contro il muro di casa e completamente esposta a nord. Dalla foto potete vedere che al momento è piazzata con la stessa esposizione sul davanzale esterno della finestra. L’esposizione è sbagliata sia chiaro, dovrebbe essere esposta a sud o sud est almeno, stare in inverno all’ombra beh non è il massimo neppure per le insalate, ma la scienza voleva la propria parte: l’insalata resiste.

La sposterò a sud sull’altro terrazzo, ma non oggi, qui nevica

Aperitivo verde

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Ci sono giornate in inverno dove sei costretto a stare chiuso in casa, ma vorresti uscire.

Francesca ed io evadiamo sull’atollo di Pinterest.

Digitate green da solo o shakerato con quello che volete et voila, il cocktail scaccia grigiume è servito!

 

 

 

E la luce fu

Plant_lamp_rev

Le piante per crescere hanno bisogno di luce, che banalità, ma se la luce non c’è? semplice si rimedia con l’illuminazione artificiale. Per far germinare la maggior parte delle piante è necessario solo un ambiente caldo e terra umida, le cose si complicano una volta che la plantula è spuntata. Una finestra ben illuminata e rivolta a sud potrebbe bastare, ma non è detto. Se desiderate avere piante fuori stagione o siete appassionati di piante tropicali, le scarse ore di luce invernali dovranno essere integrate con piccoli soli artificiali.

Ci sono diverse tipologie di lampade in commercio: neon fluorescenti, lampadine CFL (Compact Fluorescent Lamp), led. Tutte sono adatte anche a principianti, la differenza di prezzo può essere rilevante. Le lampade hanno caratteristiche tecniche precipue, ma per impratichirsi basteranno piccole dritte che trverete di seguito. Cominciate spendendo poco, se l’angolo illuminato non dovesse fare per voi non avrete rimpianti, se invece capirete che quella è la vostra via beh avrete una lampadina per ravvivare un nuovo ulteriore angolo di casa.

tenete d’occhio sia il costo della lampada sia il suo consumo energetico

Esistono luci per favorire la crescita e altre per stimolare la fioritura, state attenti a cosa vi serve, se volete avere un orto di primizie e il vostro obiettivo sono piantine trapiantabili al primo tepore vanno bene le prime, se volete far rifiorire la maledetta cara violetta africana servono le seconde. Esistono lampade capaci di coprire tutto lo spettro della luce naturale necessaria alla fotosintesi, vale sempre il discorso economico.

La superficie illuminata è quella esattamente sotto la fonte luminosa, perciò se state pensando a produzioni industriali valutate l’acquisto di più di una lampada, in ogni caso attenetevi alle indicazioni del produttore.

La distanza fra lampada e pianta va dai 20-30 cm per le piante da fiore fino ai 70 per le piante verdi.

In base alla vostre piante dovrete conoscere il fotoperiodo, cioè se esse siano brevi diurne (fioritura con meno di 12 ore al giorno di illuminazione), longidiurne ( >12ore) o neutrodiurne (fioritura non correlata alle ore di luce). Avete capito di quale categoria fa parte la vostra pianta? no? googolate e poi se è il caso procuratevi un timer.
Dovete mettervi a tavolino e pensare a cosa volete coltivare sotto la ” luce”, poi non perdetevi fra ioduri metallici e sodio, forti della chiarezza del vostro obiettivo e definito un budget non avrete difficoltà a scegliere.
[Crediti | Immagini: http://commons.wikimedia.org]

 

 

Quasi 2014

PicMonkey Collage

 

Il 2013 è stato un anno importante per Just a little bit of green, ha cambiato vestito e ha una padrona di casa in più, Francesca.

A partire dalla vigilia di Natale vi abbiamo proposto sulla nostra pagina FaceBook un po’ di spunti per farvi un giro rilassante nel mondo green in questi giorni di festa.

Fra poche ore entreremo nel nuovo anno e abbiamo in programma un piccolo evento per iniziare il 2014 nel modo migliore, quello verde!!

 

{green moment}

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Scivoliamo fra mille impegni verso le festività natalizie, i week end saranno zeppi di cose da fare, regali da impacchettare e alberi da addobbare. D’ora in poi il venerdì vorremmo proporvi una foto, esattamente come fa SouleMama, per iniziare il fine settimana con un momento di relax.

 

{green moment}

solo una foto, qualcosa di verde per chiudere la settimana e prepararsi al week-end

 

 

 

 

 

kjsòlafj

Come invecchiare i vasi di terracotta

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Un paio di anni fa ho comprato un libro fotografico che in teoria doveva essere sul giardinaggio, ma poi ci ho trovato dentro anche ricette suggerimenti “verdi”, ma soprattutto bellissime foto.

il libro è Smalto, rossetto e pollice verde di Laetitia Maklouf, su chi sia  l’autrice lo lascio al link.

In questo ricco volume fra le altre mille cosette molto femminili – sì vivete sereni è un libro “da femmine”, The virgin gardner  nella versione originale – c’è anche un metodo per invecchiare i vasi di terracotta.

Avete presente i vasi nuovi? perfetti, omogenei nel colore e liscissimi. A me non piacciono, li preferisco quando hanno efflorescenze, un po’ di muffetta perfino e magari anche una piccola crepa.

Per la crepa e le sbeccature sarà il caso ad offrirle, non vorrei ridurre tutto in cocci, ma per invecchiare ecco cosa consiglia Maklouf

occorrente: vasi di terracotta, yogurt e latte

vasi nuovi e vecchi_rev

Vedete che differenza? i vasi nuovi fanno neofita, mentre quelli vecchi vi rendono una vecchia volpe da giardino. A questo punto vi servono yogurt e latte, nella versione originale non c’è ma io lo avevo in frigo aperto da un po’ e utilizzarlo per questo mi sembrava una buona alternativa alla pattumiera.

 

yogurtCollage

Adesso potrete iniziare a spennellare i vasi ma prima metteli su di un supporto che vi consenta poi di movimentarli senza doverli toccare , visto che saranno imbrattati di yogurt e latte scaduti.

Pronti? via !

spennellatiCollage_rev

Spennellati a dovere dovrete riporli in un luogo piuttosto caldo, nello sgabuzzino andrà benissimo, e sarà necessario mantenerli umidi, quindi lasciate nei paraggi uno spruzzino. Il latte ben idratato farà da base a mille muffe e la superficie perfetta del vaso sarà attaccata. Ci vuole pazienza per questo occorre farlo adesso.

in asciugatura_rev

Il principio si basa sull’offrire alle muffe e a micro-organismi un substrato vitale, in cambio loro e l’acqua ci regaleranno l’effetto invecchiato. Posso suggerirvi anche altri metodi, due su tutti.

lasciare i vasi, ammesso che le dimensioni lo consentano, nella doccia. Li bagnerete mentre vi lavate e resteranno sempre in bel ambiente umidiccio. A patto che voi vi laviate con una frequenza degna!

Sepellire i vasi in terra, o in un vaso più grande. Ricordatevi di innaffiare regolarmente.

Buon invecchiamento a tutti.

 

 

Frutti climaterici e aclimaterici

_rev caco

Lo sapete sicuramente per esperienza personale, esistono frutti che staccati dall’albero – o più in generale dalla pianta – continuano a maturare e altri no.

La frutta in grado di continuare la maturazione anche se è stata raccolta si dice climaterica, aclimaterici sono i frutti che una volta raccolti non portano a termine il proprio ciclo e se sono stati raccolti acerbi tali restano. La differenza botanica fra le due tipologie sta nella capacità di continuare a produrre autonomamente etilene lontano dalla pianta, normalmente questa operazione è effettuata dal frutto a scapito delle proprie risorse energetiche ( amido-zuccheri), quindi il frutto così maturato è più “povero” di quelli che proseguono il proprio ciclo vitale sull’albero.

L’etilene può essere somministrato artificialmente nei magazzini di conservazione per far maturare le derrate.

Le mele producono etilene in quota superiore ad altri frutti ( e in passato nelle case ce n’erano molte rispetto a frutti più costosi ) quindi favoriscono la maturazione di frutta acerba nelle loro vicinanze.

Frutti climaterici caco, nespole, mele, pomodori, avocado, kiwi, pesche, banane …..

Frutti aclimaterici agrumi, ciliegie, uva …